Uomo, ascoltami. io so quale ti morde
cura seguace dentro il cuor ferito.
So come corpo e anima contrito
hannoti i nodi di tue stesse corde.

Fuor da la cerchia de le cose sorde
vuoi tu lo scampo? Mira ove ti addito:
mira che tutto il cielo è un infinito
riso di stelle, un palpito concorde.

E per la chiara immensità si spande
l’universa armonia; veglia l’eterno
Tutto, che in te puoi rispecchiar più grande.

Che stai? Penetra in quella viva pace.
Poi guarda giù dal vertice superno
l’uman breve dolor come si sface.
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