Da Canzonette mortali
Da Canzonette mortali
RI
Un giorno o l’altro ti lascio, un giorno
dopo l’altro ti lascio, anima mia.
Per gelosia di vecchio, per paura
di perderti — o perché
avrò smesso di vivere, soltanto.
Però sto fermo, intanto,
come sta fermo un ramo
su cui sta fermo un passero, m’incanto...
*
Non questa volta, non ancora.
Quando ci scivoliamo dalle braccia
è solo per cercare un altro abbraccio,
quello del sonno, della calma — e c’è
come fosse per sempre
da pensare al riposo della spalla,
da aver riguardo per i tuoi capelli.
Da Lista di Spagna
*
L’amore
lasciato lì con le zampe
che si muovono ancora, che vorrebbero
correre, arrampicarsi chissà dove...
*
Diranno: doveva capitare
qui, tra cari fantasmi,
tra specchi amari...
Ma se non uscivamo quasi mai,
se nemmeno aprivamo la finestra.
se
Il caffè non bevuto
aspettando il tuo sorgere di luna,
il tuo spavaldo, timido oscillare
sui tacchi, controluce.
*
Le nostre rade uscite
a notte fonda, cauti, perlustrando
ogni scorcio di calle, ogni cantone
di ponte... E sùbito la folla
che ci spintona, il biondo
che ti saluta, il mendicante cieco
che si volta a guardarti. È giorno pieno.
Da A TANTO CARO SANGUE
RI
Un giorno o l’altro ti lascio, un giorno
dopo l’altro ti lascio, anima mia.
Per gelosia di vecchio, per paura
di perderti — o perché
avrò smesso di vivere, soltanto.
Però sto fermo, intanto,
come sta fermo un ramo
su cui sta fermo un passero, m’incanto...
*
Non questa volta, non ancora.
Quando ci scivoliamo dalle braccia
è solo per cercare un altro abbraccio,
quello del sonno, della calma — e c’è
come fosse per sempre
da pensare al riposo della spalla,
da aver riguardo per i tuoi capelli.
Da Lista di Spagna
*
L’amore
lasciato lì con le zampe
che si muovono ancora, che vorrebbero
correre, arrampicarsi chissà dove...
*
Diranno: doveva capitare
qui, tra cari fantasmi,
tra specchi amari...
Ma se non uscivamo quasi mai,
se nemmeno aprivamo la finestra.
se
Il caffè non bevuto
aspettando il tuo sorgere di luna,
il tuo spavaldo, timido oscillare
sui tacchi, controluce.
*
Le nostre rade uscite
a notte fonda, cauti, perlustrando
ogni scorcio di calle, ogni cantone
di ponte... E sùbito la folla
che ci spintona, il biondo
che ti saluta, il mendicante cieco
che si volta a guardarti. È giorno pieno.
Da A TANTO CARO SANGUE