Pulce sulle poppe di bella donna

Picciola instabil macchia, ecco, vivente
in sen d’argento alimentare e grato;
e posa ove il sol fisso è geminato
brieve un’ombra palpabile e pungente.

Lieve d’ebeno star fera mordente
fra nevosi sentier veggio in aguato,
e un antipodo nero abbrevïato
d’un picciol mondo, e quasi niente un ente.

Pulce, volatil neo d’almo candore,
che indivisibil corpo hai per ischermo,
fatto etïòpo un atomo d’amore;

tu sei, di questo cor basso ed infermo
per far prolisso il duol, lungo il languore,
de’ periodi miei punto non fermo.
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