Anniversario
lo ricordo quei giorni: dell’ignoto
mattino ove a svegliarci era il terrore
d’esser rimasti soli, udivo il cielo
come una voce morta. E già la luce
abbandonata dai morenti ai vetri
mi toccava la fronte, sui capelli
lasciava l’orma del suo sonno eterno
Un grido umano che s’udisse, nulla
— solo la neve—e tutti erano vivi
dietro quel muro a piangere, il silenzio
beveva a fiumi il pianto della terra.
Oh, l’Europa gelata nel suo cuore
mai più si scalderà; sola, coi morti
che l’amano in eterno, sarà bianca
senza confini, unita dalla neve.
mattino ove a svegliarci era il terrore
d’esser rimasti soli, udivo il cielo
come una voce morta. E già la luce
abbandonata dai morenti ai vetri
mi toccava la fronte, sui capelli
lasciava l’orma del suo sonno eterno
Un grido umano che s’udisse, nulla
— solo la neve—e tutti erano vivi
dietro quel muro a piangere, il silenzio
beveva a fiumi il pianto della terra.
Oh, l’Europa gelata nel suo cuore
mai più si scalderà; sola, coi morti
che l’amano in eterno, sarà bianca
senza confini, unita dalla neve.