Ancor che l’aigua per lo foco lassi
Ancor che l’aigua per lo foco lassi
la sua grande freddura,
non cangeria natura
s’alcun vasello in mezzo non vi stassi,
anzi averria senza lunga dimura
che lo foco astutasse
o che l’aigua seccasse:
ma per lo mezzo l’uno e l’autra dura.
Cusi, gentil criatura,
in me ha mostrato Amore
l’ardente suo valore,
che senza amore er’ aigua fredda e ghiaccia:
ma Amor m’ha si allumato
di fiamma che m’abraccia,
ch’eo fora consumato
se voi, donna sovrana,
non fustici mezzana
infra l’Amore e meve,
che fa lo foco nascere di neve.
Imagine di neve si pò dire
om che non ha sentore
d’amoroso calore:
ancor sia vivo, non si sa sbaudire.
Amore è uno spirito d’ardore,
che non si pò vedire,
ma sol per li sospiri
si fa sentire in quello ch’è amadore.
Cusi, donna d’aunore,
lo meo gran sospirare
30. vi poria certa fare
de l’amorosa flamma und’eo so’ involto;
e non so com’eo duro,
i
sì m’ave preso e tolto;
ma parm’esser sicuro
che molti altri amanti
per amor tutti quanti
che non amàro quant’eo, né si forte.
Eo v’amo tanto che mille fiate
in umn’or mi s’arranca
lo spirito che manca,
pensando, donna, la vostra beltate;
e lo disio c’ho lo cor m’abranca,
crescemi volontate,
mettemi °n tempestate
ogni penseri, ché mai non si stanca.
O colorita e blanca
gioia, de lo meo bene
speranza mi mantene,
e s’eo languisco non posso morire:
ca, mentre viva sete,
eo non poria fallire,
ancor che fame e sete
lo corpo meo tormenti;
ma sol ch’eo tegna menti
vostra gaia persona,
obbrio la morte, tal forza mi dona.
Eo non credo sia già quello ch’avia
lo spirito che potrto,
ched eo fora già morto,
tant’ho passato male tuttavia:
lo spirito ch’i’aggio, und’eo mi spotto,
credo lo vostro sia,
che nel meo petto stia
e abiti con meco in gioi e diporto.
Or mi son bene accorto,
quando da voi mi venni,
che quando mente tenni
vostro amoroso viso netto e chiaro,
li vostri occhi piagenti
allora m’addobraro,
che mi tennero menti
e diedermi nascoso
uno spitto amoroso,
ch’assai mi fa più amare
che non amò null’altro, ciò mi pare.
La calamita contano i saccenti
che trare non poria
lo ferro per maestria,
se no che l’aire in mezzo lu consenti.
Ancor che calamita petra sia,
l’altre petre neenti
non son cusi potenti
a traier, perché non n’hano bailia,
Così, madonna mia,
l’Amor s’è apperceputo
che non m’avria potuto
traet’ a sé, se non fusse per vui;
e sì son donne assai,
m’hano nulla per cui
eo mi movesse mai,
se non per voi, piagente,
in cui è fermamente
la forza e la vertuti.
Adonque prego l’Amor che m’aiuti.
la sua grande freddura,
non cangeria natura
s’alcun vasello in mezzo non vi stassi,
anzi averria senza lunga dimura
che lo foco astutasse
o che l’aigua seccasse:
ma per lo mezzo l’uno e l’autra dura.
Cusi, gentil criatura,
in me ha mostrato Amore
l’ardente suo valore,
che senza amore er’ aigua fredda e ghiaccia:
ma Amor m’ha si allumato
di fiamma che m’abraccia,
ch’eo fora consumato
se voi, donna sovrana,
non fustici mezzana
infra l’Amore e meve,
che fa lo foco nascere di neve.
Imagine di neve si pò dire
om che non ha sentore
d’amoroso calore:
ancor sia vivo, non si sa sbaudire.
Amore è uno spirito d’ardore,
che non si pò vedire,
ma sol per li sospiri
si fa sentire in quello ch’è amadore.
Cusi, donna d’aunore,
lo meo gran sospirare
30. vi poria certa fare
de l’amorosa flamma und’eo so’ involto;
e non so com’eo duro,
i
sì m’ave preso e tolto;
ma parm’esser sicuro
che molti altri amanti
per amor tutti quanti
che non amàro quant’eo, né si forte.
Eo v’amo tanto che mille fiate
in umn’or mi s’arranca
lo spirito che manca,
pensando, donna, la vostra beltate;
e lo disio c’ho lo cor m’abranca,
crescemi volontate,
mettemi °n tempestate
ogni penseri, ché mai non si stanca.
O colorita e blanca
gioia, de lo meo bene
speranza mi mantene,
e s’eo languisco non posso morire:
ca, mentre viva sete,
eo non poria fallire,
ancor che fame e sete
lo corpo meo tormenti;
ma sol ch’eo tegna menti
vostra gaia persona,
obbrio la morte, tal forza mi dona.
Eo non credo sia già quello ch’avia
lo spirito che potrto,
ched eo fora già morto,
tant’ho passato male tuttavia:
lo spirito ch’i’aggio, und’eo mi spotto,
credo lo vostro sia,
che nel meo petto stia
e abiti con meco in gioi e diporto.
Or mi son bene accorto,
quando da voi mi venni,
che quando mente tenni
vostro amoroso viso netto e chiaro,
li vostri occhi piagenti
allora m’addobraro,
che mi tennero menti
e diedermi nascoso
uno spitto amoroso,
ch’assai mi fa più amare
che non amò null’altro, ciò mi pare.
La calamita contano i saccenti
che trare non poria
lo ferro per maestria,
se no che l’aire in mezzo lu consenti.
Ancor che calamita petra sia,
l’altre petre neenti
non son cusi potenti
a traier, perché non n’hano bailia,
Così, madonna mia,
l’Amor s’è apperceputo
che non m’avria potuto
traet’ a sé, se non fusse per vui;
e sì son donne assai,
m’hano nulla per cui
eo mi movesse mai,
se non per voi, piagente,
in cui è fermamente
la forza e la vertuti.
Adonque prego l’Amor che m’aiuti.