Da I maccheroni (Strofe X-XI)

A quel gemito d’amore, a quell’angoscia
Simona vergognosa e pusillanima
sente ferita la sinistra coscia
da l’amoroso strale, e si disanima!
Manda fuor due singhiozzi, e grida poscia:
«Qual affanno crudel mi turba l’anima!
Pulcinella, son tua: per lo riverbero
de’ fulgidi occhi miei lo giuro a Cerbero».

E, sì dicendo, gentilmente spruzzola
tutta la faccia di soave mucchero
al bel Pulcinella, che ringalluzzola,
e quasi affoga dentro un mar di zucchero.
Non è tanto odorosa una meluzzola,
né cosi grato fuma il tè nel bucchero,
come quei labbri che allor si dimenano,
e non parlano già, ma cantilenano.
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