Del mondo ho cetcato,
per lungo e per lato,
con caro mercato,
per terra e per mare.
Vedut’ho Soria
in fin Erminia,
e di Romania
gran parte mi pare.

Vedut’ho ’1 Soldano,
per monte e per piano;
e sì del Gran Cano
porfa novellare.

Di quel ch’aggio inteso,
veduto e compreso,
mi sono ora acceso
a volerlo contare:

che pur la corona
ne porta Verona,
per quel che si suona
del dire e del fare.

Desttier e cotrsiere,
masnate e bandiere,
corazze e lamiere
vedrai remutare.

Sentirai poi li giach
che fan quei pedacbh,
giach giach giach giach giach
quando gli odi andare.

Ma pur li tormenti
mi fan li strumenti,
ché mille ne senti
in un punto sonare.
Duduf dududuf
duduf dududuf
duduf dududuf
bandiere sventare.

Qui vengon poi feste,
con le bionde teste:
qui son le tempeste
d’amore e d’amare.

Le donne: — muz muz —.
Le donzelle: — usu usu —.
Le vedove: — sciuvi uu —...
che ti possa annegare!

Poi trovan fantesche
tuttora più fresche
a menar le tresche,
trottare ed ambiare.

L’una fa: — Così? —
E l’altra: — Pur si —.
E l’altra: — Sta qui
chio vo per tornare —.

In quell’acqua chiara,
che *l bel fiume schiara,
la mia donna cara
vertà fa regnare:

ch’Amor è ’n la sala
del Sir de la Scala.
Quivi senza ala
mi parea volare;

ch’io non mi credea
di quel ch’ vedea,
ma pur mi parea
in gran mare stare,

Baroni e Marchesi
di tutti i paesi,
gentili e cortesi
qui veddi arrivare,

Quivi astrologia
con filosofia
e di teologia
udrai disputare.

Quivi Tedeschi
Latini e Franceschi
Fiamenghi e Ingheleschi
insieme parlare;

e fanno un trombombe
che par che rimbombe
a guisa di trombe
che pian vol sonare,

Chitarre e liuti
viole e flauti
voci alt’ed acute,
qui s’odon cantare.

Stututià ifid
stututà ifia
stututià ifid
tamburar, suffolare.

Qui boni cantori
con intonatori
e qui trovatori
udrai concordare.

Quivi si ritrova
mangiatori a prova,
che par cosa nova
a vederli golare.

Intarlatitim
intarlatitim
intarlatitim
ghirbare e danzare.

Li falconi cui cu
li bracchetti gu ga,
li levrieri giu già,
per volersi sfugare.

Qui, con falconieti,
maestri e scudieri,
ragazzi e corrieri,
ciascun per sé andare.

E quanto e quanto
e quanto e quanto
e quanto e quanto
li vedi spaziare!

E P’uno va su
e l’altro va giù:
tal donna ven giù,
che non lassa passare:
— Bisbis bisbidis
bisbis bisbidis
‘ bisbis bisbidis —
l’udrai consigliare.

Quivi babbuini,
romei, peregrini,
giudei, sarracini
vedrai capitare.

“Tatim tatatim
tatim tatatim
tatim tatatim”
sentirai trombettare.
“Baluf balauf
baluf balauf
baluf balauf”
udrai tringuigliare.

Di giù li cavalli,
di su i papagalli,
in la sala i balli
insieme operare.

dudu dududu
“Dudu dududu
dudu dududu”
sentitai naccherare.

Ma quel che più vale
ìe al sir non ne cale)
veder per le scale
taglier trasfugare,

con quel pottinaro
che sta tanto chiaro,
che me’ ne sa fare!

Qui de li ragazzi
vedut’ho sollazzi,
che mai cotal pazzi
non vidi muffare.

Qui non son minazze
ma pugna e mostazze;
e visi con strazze
e occhi ambugliare.

“Gegi gegegi
gegi gegegi
gegi gegegi”
gli uccelli sbernare,

Istruzzi e buovi
selvaggi ritrovi
ed animai novi
quant’uom pò contare.

Qui sono leoni
e gatti mammoni;
e grossi montoni
vedut’ho cozzare.

“Bobò bobobò
bottombò bobò
bobò bottombò
le trombe trombare.

Quivi è un vecchiume
che non vede lume,
che largo costume
gli fa governare:
qui ven poverame
con si fatte brame,
che ’l brodo col rame
si vol trangugiare.

Quivi è una schiera
di bordon di cera
che l’aere la sera
si crede abbruciare.

“Tatam tatatam
tatam tatatam
tatam tatatam”
gli liuti tubare.

Qui son grandi giochi
di molti e di pochi:
con brandon di fochi
vedut’ho giostrare.

Qui vengon villani
con sì fatte mani,
che paiono alani
di Spagna abbaiare.

Quivi son le simie,
con le molte alchimie,
a grattarsi le timie
e voler digrignare;

e d’un riso; — Che c’è?
che c’è? che c’è? c’è?
bhe bhe bhe bhe he —
ogni uomo crepare.
Qui son altri stati
sì ben divisati,
ai
che tra li beati
sen può ragionare;

e questo è ’] Signore
*
con tanto valore,
che ’l suo grande onore
va per terra e mare.

Pietro de’ Faitinelli
Condividi

Commenti (0)

Accedi per pubblicare un commento.

Ancora nessun commento. Sia il primo a commentare.