Il principio dell’orlando furioso

Le donne, i cavalier, l’armi, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto
che furo al tempo che passaro i Moti
d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l’ire e i giovenil furori
d’Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la motte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.
Dirò d’Orlando in un medesmo tratto
cose non dette in prosa mai nè in rima;
che per amor venne in furor e matto
d’uom che sì saggio era stimato prima:
se da colei che tal quasi m’ha fatto,
che ’l poco ingegno ad ora ad or mi lima,
me ne sarà però tanto concesso,
che mi basti a finir quanto ho promesso.

Im
Piacciavi, generosa Erculea prole,
ornamento e splendor del seco! nostro,
Ippolito, aggradir questo che vuole
e darvi sol può l’umil servo vostro.
Quel ch’io vi debbo posso di parole
pagare in parte e d’opera d’inchiostro:
nè che poco io vi dia da imputar sono;
che quel che posso dar tutto vi dono.
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