Dove mi porti, mia arte?
In che remoto
deserto territorio
a un tratto mi balestri?

In che paradiso di salute,
di luce e libertà,
arte, per incantesimo mi scorti?

Mia? non è mia questa arte,
la praticò, la affino,
le apro le riserve
umane di dolore,
divine me ne appresta
lei di ardore
e di contemplazione
nei cieli in cui m’inoltrò...

Oh mia indecifrabile conditio,
mia insostenibile incarnazione!
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