Libro terzo, canto VII, ottave 28-99

Così Gradasso al fondo se atuffoe,
e ’l gran caval natando a sommo venne,
poi per la selva via si deleguoe
sì ratto come avesse a’ piè le penne.
Ma il cavallier, che a l’acqua si trovoe,
subito un altro nel suo cor divenne;
scordando tutte le passate cose,
con le Naiàde a festeggiar se pose.

A suon de trombe quivi se trescava
zoiosa danza, che di qua non se usa:
nel contrapasso l’un l’altro baciava,
né se potea tener la bocca chiusa.
A cotale atto se dimenticava
ciascun se stesso; et io faccio la scusa,
e credo che un bel baso a bocca aperta
per la dolcezza ogni anima converta.
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