Poi che ’l ferro la calamita saggia
Poi che ’l ferro la calamita saggia
ver’ la stella dirizza mantenente,
e se la stella, per scurtate ch’aggia,
si cela, già non parte di neiente.
Così, donna, mostrandovi salvaggia,
celando me vostra fazzon piagente,
non v’ascondete sì, ched io non aggia
agli occhi vostra figura presente;
e non vi val, ché già non mi scoraggia
di voi amar, ma più son ubidente.
E pur venisse che mi foste ascosa,
non vi potesse cogli occhi cernire,
sacciate che lo cor non vi dà posa:
giamai non parto voi sempre seguire,
fintanto che sarete sì pietosa,
che non vi piaccia chio deggia morire.
ver’ la stella dirizza mantenente,
e se la stella, per scurtate ch’aggia,
si cela, già non parte di neiente.
Così, donna, mostrandovi salvaggia,
celando me vostra fazzon piagente,
non v’ascondete sì, ched io non aggia
agli occhi vostra figura presente;
e non vi val, ché già non mi scoraggia
di voi amar, ma più son ubidente.
E pur venisse che mi foste ascosa,
non vi potesse cogli occhi cernire,
sacciate che lo cor non vi dà posa:
giamai non parto voi sempre seguire,
fintanto che sarete sì pietosa,
che non vi piaccia chio deggia morire.