Dal Lamento sopra il male incognito (92-94)
Tirimi Amor tutte le sue quadrella;
consentirei con lui far questo patto:
mai più guardar nissuna cosa bella,
e perder la dolcezza di quell’atto;
spandesse in me pur ogni sua facella,
ed alfin mi castrasse come un gatto,
poi mi vietasse il ragionarne ancora,
Saria men mal che questo che m’accora!
Sarebbe stolta ogni comparazione
de’guai d’Amor con le doglie franciose;
perch’io n’ho fatto espresso paragone:
queste son mille volte più noiose;
Amor dà pur qualche consolazione,
questo ti dà le spine, e non le rose.
Sì che, se’l mal d’amor peggio è che questo,
dammi il tuo, tolle il mio, e dammi el resto!
Quanto felici fu nostri antinati,
che per ogni postribul si sfamorno,
senza timor giammai d’esser vessati
da questo mal pieno di danni e di scorno!
E noi, col lume in man, ci siam gabbati,
come si vede ognor, giorno per giorno:
ché qualcun te ne mostra il segno in fronte,
d’esser di Francia paladino o conte.
consentirei con lui far questo patto:
mai più guardar nissuna cosa bella,
e perder la dolcezza di quell’atto;
spandesse in me pur ogni sua facella,
ed alfin mi castrasse come un gatto,
poi mi vietasse il ragionarne ancora,
Saria men mal che questo che m’accora!
Sarebbe stolta ogni comparazione
de’guai d’Amor con le doglie franciose;
perch’io n’ho fatto espresso paragone:
queste son mille volte più noiose;
Amor dà pur qualche consolazione,
questo ti dà le spine, e non le rose.
Sì che, se’l mal d’amor peggio è che questo,
dammi il tuo, tolle il mio, e dammi el resto!
Quanto felici fu nostri antinati,
che per ogni postribul si sfamorno,
senza timor giammai d’esser vessati
da questo mal pieno di danni e di scorno!
E noi, col lume in man, ci siam gabbati,
come si vede ognor, giorno per giorno:
ché qualcun te ne mostra il segno in fronte,
d’esser di Francia paladino o conte.