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Poesie di questo tema

Disillusione e amore perduto

Guido Gozzano

Guido Gozzano

Fe’ una Signora vestita di nulla e che non ha forma

Fe’ una Signora vestita di nulla e che non ha forma.
Protende su tutto le dita, e tutto che tocca trasforma.

Tu senti un benessere come un incubo senza dolori;
ti svegli mutato di fuori, nel volto nel pelo nel nome.
Trasumanate già, senza persone,
sorgono tutte. . . . E quelle più lontane,
e le compagne di speranze buone
e le piccole, ancora, e le più vane:
mime crestaie fanti cortigiane
argute come in un decamerone. . . .

Tra le faville e il crepitio dei ceppi
sorgono tutte, pallida falange. . . .
Amore no! Amore no! non seppi
il vero Amor per cui si ride e piange;
IO
Amore non mi tanse e non mi tange;
invan nyvoffersi alle catene e ai ceppi.

O non amate che mi amaste, a Lui
invan proffersi il cuor che non s’appaga.
Amor non mi piagò di quella piaga
che mi parve dolcissima in altrui. . . .
A quale gelo condannato fui?
Non varrà succo d’erbe o l’arte maga?

MM

“Un maleficio fu dalla tua culla,
nè varrà l’arte maga, o sognatore!
Fino alla tomba il tuo gelido cuore
potterai con la tua sete fanciulla,
fanciullo triste che sapesti nulla,
chè ben sa nulla chi non sa l’Amore.

Una ti bacerà con la sua bocca,
forzando il chiuso cuore che resiste;
e quell’una verrà, fratello triste,
forse l’uscio picchiò con la sua nocca,
IO
forse alle spalle già ti sta, ti tocca;
già ti cinge di sue chiome non viste. . . ”

Si dilegua con occhi di sorella
indi ciascuna. E si riprende il cuore.

“ Fratello triste, cui mentì ’Amore,
che non ti menta l’altra cosa bella! ”
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