Tapina ahimè, ch’amava uno sparvero

Tapina ahimè, ch’amava uno spatvero:
amaval tanto ch’io me ne motia:
a lo richiamo ben m’era manero,
4 e dunque troppo pascer nol dovia.

Or è montato e salito sì altero,
assai più alto che far non solia,
ed è asiso dentro uno verzero:
8 un’altra donna lo tene in balia.

Isparvero mio, ch’io t’avea nodrito,
sonaglio d’oro ti facea portare
11 perché dell’uccellar fosse più ardito:

or se’ salito sì come lo mare,
ed ha’ rotti li geti e se’ fuggito,
14 quando eri fermo nel tuo uccellare.

Dante da Maiano
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