Chiaro Davanzati

Chiaro Davanzati

n. , Florença

Come Narcissi, in sua spera mirando

Come Narcissi, in sua spera mirando,
s’inamorao per ombra a la fontana;
veggendo se medesimo pensando,
ferissi il core e la sua mente vana;

gittòvisi entro per l’ombria pigliando,
di quello amor lo prese morte strana:
ed io, la vostra bieltà rimembrando
Vl’ora chio vidi voi, donna sovrana,

inamorato son sì feramente,
che, poi ch’io voglia, non poria partire,
sì m’ha l’amor compreso strettamente;

tormentami lo giorno e fa languire:
com’a Narcissi, parràmi piagente,
veggendo voi, la morte soferire.
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Poesie

7

Come Narcissi, in sua spera mirando

Come Narcissi, in sua spera mirando,
s’inamorao per ombra a la fontana;
veggendo se medesimo pensando,
ferissi il core e la sua mente vana;

gittòvisi entro per l’ombria pigliando,
di quello amor lo prese morte strana:
ed io, la vostra bieltà rimembrando
Vl’ora chio vidi voi, donna sovrana,

inamorato son sì feramente,
che, poi ch’io voglia, non poria partire,
sì m’ha l’amor compreso strettamente;

tormentami lo giorno e fa languire:
com’a Narcissi, parràmi piagente,
veggendo voi, la morte soferire.

E’ no mi piace, sire, la partenza

(MADONNA)

E’ no mi piace, sire, la partenza
da vostra fina donna ed amorosa,
ma piacemi le stiate ad ubidenza
si come buon segnor de’ far a sposa;

e ciò che vole sia vostra voglienza,
e la non-volontà vi sia noiosa;
e di questo mi fate gran pracenza,
e s’altro fosse, ne saria crucciosa.

Ma dipartiamo il vano intendimento
ch’è stato fra noi due aoperando,
che si congiunse di carnal talento:

la vostra donna sempre gite amando
(ed io lo mio segnore a piacimento),
e dolzi motti tra voi due parlando.

I’ mi disdico ch’i’ non ho tuo core

(MADONNA)

I’ mi disdico ch’i’ non ho tuo core,
e s’io l’avesse, io lo ti renderia;
ma poi no-ll’ho, richerilo ad amore,
a cui lo desti per la tua follia;

e se mi se’ offerto servidore,
io non ti voglio per mia villania;
ma quando fosse in servigio d’onore,
i’ son certa ch’assai mi piaceria.

Ma tu mi cheri cosa ch’io non voglio,
e tu medesmo so ben che lo credi:
dunque l’amenda solo il disvolere.

Ed uno esempro dicere ti voglio
(se se’ sentito, pensalo e provedi):
ch’esser non pò amor sanza piacere.

lo non dico, messer, che voi pechiate

(MADONNA)
lo non dico, messer, che voi pechiate
per vostra donna amare e triverire,
né v’amonisco che da me partiate
lo vostro amor, ma solo lo disire

del frutto, che più aver no lo pensate,
perché’io fallar più voglia a lo mio sire
né voi a vostra donna léaltate:
ma buono amor cortes’è da gradire.

E tanto v’ho d’amarvi intendimento
che d’altro non mi piace essere amata
se non dal vostro dolze piacimento;

e poria esser ch’alcuna fiata
il nostro amore avria congiungimento
secondo nostra amanza ricelata.

lo son certa, messer, che voi m’amaste

(MADONNA)

To son certa, messer, che voi m’amaste
di pura ed incarnata benvoglienza,
e sovra tutte cose disiaste
a me servire e stare ad ubidenza:
e nulla cosa, credo, riserbaste
8 ch’io no la desse ’n la vostra potenza.

Ed or ch’avete d’altra segnoria,
non mi dispiace certo, ma talenta,
ché ’l vostro onor n’acresce tuttavia:
‘11

ma lo mio cor non par che m’aconsenta
ch’io v’ami più per nulla villania:
14 di quel ch’è suto non vuol ch’io mi penta.

Madonna, or provedete ad una cosa

(MESSERE)

Madonna, or provedete ad una cosa,
ché lungiamente l’aggio udito dire,
che buono amor non fu néd essere osa
4 s’unque già mai da-llui nacque partire:

onde, se voi di me foste amorosa
ed io di voi, e presine disire,
greve pena con morte dolorosa
8 volete a quella gioia convenire?

Ch’al primo ch’altra donna disposasse,
richiesine primier vostra lecenza;
dissi che ’l vostro cor, bella, pensasse:

mostraste che non vi fosse a spiagenza;
parve perciò lo mio s’asicurasse:
I
però, s’io pecco, fue vostra fallenza.

Madonna, or veggio che poco vi cale

(MESSERE)
Madonna, or veggio che poco vi cale
di me, che vostro servo sono stato:
si diletate forte lo mio male
come nemico fossevi colpato.

Ché la mia vita sanza voi non vale:
dunque, se mi fallite, son passato
di questo mondo, ’ve gio’ son mortale:
da poi che piace a voi, sone invogliato.

Ma avanti chio di donna m’apigliasse,
savete, donna, ch’io v’adimandai
se ’l vostro amore per ciò mi fallasse;

diceste: “Cresceràne più che mai”
e di quella credenza non dottasse:
presi dunque consiglio de’ miei guai.

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