Finalmente ho smesso quelle febbrili dispute col fato,
quelle acerbe inquisizioni dell’avvenire e del passato.
Dritto in mezzo all’ orizzonte, mi riconosco radicato.

Sono amico di me stesso, innamorato del mio destino,
che respiro come l’aria d’ una domenica mattina,
che sorseggio come un calice luminoso di vecchio vino.
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