La voce lontana
L’ho udita stamane parlare al telefono, nell’ altra stanza;
io ero ancora impigliato negli ultimi deboli inganni
dell’ ultimo sonno, che davano echi di favola alla breve distanza.
Sollevatomi sul guanciale, ascoltai a lungo la sua voce,
e la riconobbi vicina, ma mi parve lontana negli anni:
amorosa senza lusinga, virginea senza timore, casta e veloce.
Era nuova per me, come se una delle prime volte la sentissi,
in quell’autunno fiorentino quand’ essa m’era ancora sorella,
e mi portava, bianchi con un’ anima d’oro, a lei somiglianti, i narcissi.
Così quest’ amore in ogni stagione rimette la fronda, appena
io ero ancora impigliato negli ultimi deboli inganni
dell’ ultimo sonno, che davano echi di favola alla breve distanza.
Sollevatomi sul guanciale, ascoltai a lungo la sua voce,
e la riconobbi vicina, ma mi parve lontana negli anni:
amorosa senza lusinga, virginea senza timore, casta e veloce.
Era nuova per me, come se una delle prime volte la sentissi,
in quell’autunno fiorentino quand’ essa m’era ancora sorella,
e mi portava, bianchi con un’ anima d’oro, a lei somiglianti, i narcissi.
Così quest’ amore in ogni stagione rimette la fronda, appena