Le due giornate

Due giornate assai dolci ha la donna:—dice una voce che suona i

da pallide lontananze, perdutamente mesta—
quando a lei sposa si dischiude la porta
della nuova casa, ed essa il fiorito limitare ne sale,
e quando poi la riportano via morta.

Tu, giovinetta, non hai avuto che un solo giorno di festa:
quando le compagne t’hanno attesa alla porta deill’ospedale,
reggendo nelle mani ruvide di geloni i grandi ceri.
E il tuo debole capo non ha conosciuto che una corona:
quella dei tuoi pesanti capelli neri.

Ma sapessi che ha da sopportare fra le nozze e il funerale
una povera donna, fra l’una e l’altra sua giornata buona!
Coi tuoi occhi di capriola spaurita, con le tue spalle strette,
troppo strette per quel peso, meglio avere avuto solo questa
delle due giornate che l’antica voce promette.
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