Sio veggio in Lucca bella mio ritorno
S’io veggio in Lucca bella mio ritorno,
che f’ quando la pera fie ben mezza,
in nullo cuore uman tant’allegrezza
già mai non fu, quant’io avrò quel giorno.
Le mura andrò leccando d’ogn’intorno
e gli uomini, piangendo d’allegrezza;
odio, rancore, guerra ed ogni empiezza
porrò giù contra quei che mi cacciorno.
E qui me’ voglio ’l bretto castagniccio,
’nanzi ch’altrove pan di gran calvello;
’nanzi ch’altrove piume qui il graticcio.
Ch’i’ ho provato sì amaro morsello,
e provo e proverò, stando esiticcio,
che ’l bianco e ’l ghibellin vo’ per fratello.
Pieraccio Tebaldi
che f’ quando la pera fie ben mezza,
in nullo cuore uman tant’allegrezza
già mai non fu, quant’io avrò quel giorno.
Le mura andrò leccando d’ogn’intorno
e gli uomini, piangendo d’allegrezza;
odio, rancore, guerra ed ogni empiezza
porrò giù contra quei che mi cacciorno.
E qui me’ voglio ’l bretto castagniccio,
’nanzi ch’altrove pan di gran calvello;
’nanzi ch’altrove piume qui il graticcio.
Ch’i’ ho provato sì amaro morsello,
e provo e proverò, stando esiticcio,
che ’l bianco e ’l ghibellin vo’ per fratello.
Pieraccio Tebaldi