I

Fossimo i nostri pro-progenitori:
un grumo di muco in una calda palude.
Vita e morte fluirebbero, germe e nascita,
via con le nostre linfe mute.

Fossimo uno stelo d’alga, un dorso sabbioso
che il vento sforma ma è greve di sotto.
Testa di libellula, ala di gabbiano,
già troppo avanti sarebbero, soffrirebbero troppo.

II
Spregevoli sono gli amanti, i beffatori
– tutti disperazione, brama – e i fiduciosi:
noi, sofferenti ed impestati dèi,
e tuttavia spesso del dio pensosi.

La molle baia. I boschivi sogni oscuri,
le stelle, enormi palle-di-neve in fiore.
Tacite fra le piante balzano le pantere.
È tutto riva. Eterno chiama il mare.
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