Chi s’illuse su quel casto lingueggiare
chi su quei tenui sussulti? Chi
fidò un dì nella sfumante diaspora
di primavera e promessa, primavera
perché sposa-folla
cara al grigiore?
Chi praticò intergamie lungo ogni sinapsi
ogni elemento ogni mathesi?
Chi convocò benignamente a cometa
dirupi di foglie, sortilegi di nevi, umani sguardi?
Chi aprì al pubblico la perenta erotica cineteca?
Chi salvò col solo stuzzicare di una piuma
le nari i lobi delle orecchie i capezzoli
le ipofisi, chi salvò?
Ma con queste falcate collinari andrò
fino ai primi rapporti con ghiacci senza fine
con vertigini infidamente divinatrici
predicando ogni non-religione
ogni conversione oppure conversazione,
non predicando, non predicando cadendo ne
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