La modellina
Si adagia ignuda sul fianco di appena
tredicenne. lo le dico, mentre a lato
le pongo un mandarino giallo:
“Amara,
(è il nome suo che la madre le diede);
c’era in tempi lontani un’altra Amara,
tutt’a te assomigliante, e dalla quale
trasse altro artista il suo capolavoro.
Con tanto amore la fece, di lei
tanto con gli occhi e col pollice prese,
che, com’ebbe finito, e dalla statua
si volse alla modella, vide ch’era
morta”.
Sul roseo gomito si leva,
mi guarda coi cerulei occhi.
“Vorresti
—io le chiedo—che a te la stessa cosa
accadesse?”
La posa
si rompe, il giallo mandarino a terra
fugge, una voce improvvisa di roco
galletto:
“lo no, io no” spaventata risponde.
tredicenne. lo le dico, mentre a lato
le pongo un mandarino giallo:
“Amara,
(è il nome suo che la madre le diede);
c’era in tempi lontani un’altra Amara,
tutt’a te assomigliante, e dalla quale
trasse altro artista il suo capolavoro.
Con tanto amore la fece, di lei
tanto con gli occhi e col pollice prese,
che, com’ebbe finito, e dalla statua
si volse alla modella, vide ch’era
morta”.
Sul roseo gomito si leva,
mi guarda coi cerulei occhi.
“Vorresti
—io le chiedo—che a te la stessa cosa
accadesse?”
La posa
si rompe, il giallo mandarino a terra
fugge, una voce improvvisa di roco
galletto:
“lo no, io no” spaventata risponde.