Angelo barile lamento per la figlia del pescatore

Nel fresco giorno ha calcato
si poca terra il tuo piede scalzo!
Hai fatto questi due passi
fra l’orlo del mare e la piana
soglia iridata di salso
della tua casa a terreno.
Eri sul lembo del suolo
che il grande azzurro frantuma.
Da questa ruga di spuma
vacillavi già in braccio al sereno
come su l’uscio del mondo.

Oh, su la nostra marina
il tuo soggiorno fu mite
e sottovoce, fanciulla
ammainata come una vela
nel bianco de’ tuoi pensieri.
Ora canti su l’altra tua riva.
Noi tristi che non ti vedremo
più cucire le biondi reti,
riempir di guizzo i panieri
i tuoi occhi di calmo celeste.
Ora tuo padre ha dipinto
le sue barche di un filo di lutto,
gli tremi viva nel flutto
battuto dal lagrimante remo.
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