Alla camera del petrarca

O cameretta che già in te chiudesti
quel grande alla cui fama angusto è il mondo,
quel sì gentil ’amor mastro profondo
per cui Laura ebbe in terra onor celesti;

o di pensier soavemente mesti
solitario ricovero giocondo;
di quai lagrime amare il petto inondo
nel veder cl’oggi inonorata resti!
foran debito fregio, e appena degno
IO
di rivestir sì nobile tesoro.

Ma no: tomba fregiar d’uom ch’ebbe regno
vuolsi, e por gemme ove disdice alloro:
qui basta il nome di quel divo ingegno.
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