Vittorio Alfieri

Vittorio Alfieri

1749–1803 · visse 54 anni IT IT

n. 1749-01-16, Asti · m. 1803-10-08, Florença

A dante

O gran padre Alighier, se dal ciel miri
me tuo discepol non indegno starmi,
dal cor traendo profondi sospiri,
prostrato innanzi a’ tuoi funerei marmi;

piacciati, deh! Propizio ai be’ desiri
d’un raggio di tua luce illuminarmi.
Uom che a primiera eterna gloria aspiri,
contro invidia e viltà de’ stringer l’armi?

Figlio, i’ le strinsi, e assai men duol; ch’io diedi
nome in tal guisa a gente tanto bassa,
da non pur calpestarsi co’ miei piedi.

Se in me fidi, il tuo sguardo a che si abbassa?
Va, tuona, vinci: e, se fra pie’ ti vedi
costor, senza mirar sovr’essi passa.
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Poesie

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A dante

O gran padre Alighier, se dal ciel miri
me tuo discepol non indegno starmi,
dal cor traendo profondi sospiri,
prostrato innanzi a’ tuoi funerei marmi;

piacciati, deh! Propizio ai be’ desiri
d’un raggio di tua luce illuminarmi.
Uom che a primiera eterna gloria aspiri,
contro invidia e viltà de’ stringer l’armi?

Figlio, i’ le strinsi, e assai men duol; ch’io diedi
nome in tal guisa a gente tanto bassa,
da non pur calpestarsi co’ miei piedi.

Se in me fidi, il tuo sguardo a che si abbassa?
Va, tuona, vinci: e, se fra pie’ ti vedi
costor, senza mirar sovr’essi passa.

Alla camera del petrarca

O cameretta che già in te chiudesti
quel grande alla cui fama angusto è il mondo,
quel sì gentil ’amor mastro profondo
per cui Laura ebbe in terra onor celesti;

o di pensier soavemente mesti
solitario ricovero giocondo;
di quai lagrime amare il petto inondo
nel veder cl’oggi inonorata resti!
foran debito fregio, e appena degno
IO
di rivestir sì nobile tesoro.

Ma no: tomba fregiar d’uom ch’ebbe regno
vuolsi, e por gemme ove disdice alloro:
qui basta il nome di quel divo ingegno.

Epigramma

A donna un uom non basta?
mente chi ‘1 dice:
Dori è felice,
se mezz’uom le sovrasta.

Sonetto

verrà, tornerà il giorno, in cui
redivivi omai gl’Itali staranno
in campo audaci, e non col ferro altrui
in vil difesa, ma dei Galli a danno.

Al forte fianco sproni ardenti dui,
lor virtù prisca ed i miei carmi avranno:
onde in membrar ch’essi già fur, chio fui,
d’irresistibil fiamma avvamperanno.

E armati allor di quel furor celeste
spirato in me dall’opre dei lor avi,
faran mie rime a Gallia esser funeste.

Gli odo già dirmi: O Vate nostro, in pravi
secoli nato, eppur create hai queste
sublimi età che profetando andavi.”

Libri

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