Sonetto
verrà, tornerà il giorno, in cui
redivivi omai gl’Itali staranno
in campo audaci, e non col ferro altrui
in vil difesa, ma dei Galli a danno.
Al forte fianco sproni ardenti dui,
lor virtù prisca ed i miei carmi avranno:
onde in membrar ch’essi già fur, chio fui,
d’irresistibil fiamma avvamperanno.
E armati allor di quel furor celeste
spirato in me dall’opre dei lor avi,
faran mie rime a Gallia esser funeste.
Gli odo già dirmi: O Vate nostro, in pravi
secoli nato, eppur create hai queste
sublimi età che profetando andavi.”
redivivi omai gl’Itali staranno
in campo audaci, e non col ferro altrui
in vil difesa, ma dei Galli a danno.
Al forte fianco sproni ardenti dui,
lor virtù prisca ed i miei carmi avranno:
onde in membrar ch’essi già fur, chio fui,
d’irresistibil fiamma avvamperanno.
E armati allor di quel furor celeste
spirato in me dall’opre dei lor avi,
faran mie rime a Gallia esser funeste.
Gli odo già dirmi: O Vate nostro, in pravi
secoli nato, eppur create hai queste
sublimi età che profetando andavi.”