Mulinello di luce nella sterminata freschezza zona elastica
[della morte
Crivello d’oro girandola di vetri venti e colori
Si respira il peso grasso del sole
Con l’ala aperta W Spezia 37 sulla libertà

La terra ah! case parole città
Agricoltura e commercio amori lacrime suoni
Fiori bevande di fuoco e zucchero
Vita sparsa in giro come un bucato
Non c’è più che una sfera di cristallo carica di silenzio esplosivo
[enfin
Oggi si vola!

C’è un’allegria più forte del vino della Rufina con l’etichetta
[del 1811
È il ricordo del nostro indirizzo scritto sul tappeto del mondo
La cronaca dei giornali del mattino e della sera
Gli amici le amanti a perpetuità il pensiero strascinato nei libri
E le mille promesse
Cambiali in giro laggiù nella polvere e gli sputi
Fino alla bancarotta fraudolenta fatale per tutti

Stringo il volante con mano d’aria
Premo la valvola con la scarpa di cielo
Frrrrrr frrrrrr frrrrrr affogo nel turchino ghimè
Mangio triangoli di turchino di mammola
Fette d’azzurro
Ingollo bocks di turchino cobalto
Celeste di lapislazzuli
Celeste blu celeste chiaro celestino
Blu di prussia celeste cupo celeste lumiera
Mi sprofondo in un imbuto di paradiso
Cristo aviatore ero fatto per questa ascensione di gloria
[poetico-militare-sportiva
Sugli angioli rettangolari di tela e d’acciaio
Il cubo nero è il pensiero del ritorno che cancello con la mia lingua
[accesa e lo sguardo di gioia
Dal bianco quadrante dell’altimetro rotativo

Impennamento erotico fra i pavoni reali delle nuvole
Capofitto nelle stelle più grandi color di rosa
Vol plané nello spazio-nulla
Il mio cuore meteora si spande come uno sperma nell’abisso
[fecondo di sangue
A me questa solitudine non ho più che la materia etere del mio
[cervello
Per una creazione sola autentica e definitiva
A 6207 metri incipit vita nova

L’infinito ha un profumo di frutta matura
Di benzina
Di cosce di poppe di capelli pettinati dopo la doccia
Delle mie ascelle che adoro
Il gelo infiammato del cocomero tuffato a lungo nel pozzo
Bacio la vulva del firmamento senza rumore
Le scintille di musica che punteggiano il rombo entusiastico del
[cilindro e dell’elica
Son l’eco del fischio dei più alti uccelli
Navigo nell’assoluto mia patria e vorrei dimenticare il corpo
[che sempre è con noi
La forma della libellula matematica che è il mio destino
La mia storia e i vostri ultimi radiotelegrammi umani
Se si potesse disfarsi di questa malinconia degli apparecchi
[simpatici
La saggezza è cosa di tutti e si mangia col pane ogni giorno
Basta non vomitare amigo Sancho e ripetiamo al barbero omicida
[mascherato di specchi
Dulcinea del Toboso es la mas hermosa mujer del mundo
Dormire cantare in questa ricca fiamma di purità
Difficile
Ho compiuto tutti i corsi dell’arte e del vizio e posseggo il
[documento ufficiale
Ho inventato tre sensi la chimica della fantasia la resurrezione
[di tutte le cose
La transustanziazione dell’arcobaleno
E la volatilizzazione esilarante dell’etica
Ho finito i miei nervi sulla quadruplice tastiera degli amori
Ho amato le gialle viscere di una zucca una vergine capra
En rêve j’ai baisé ma vieille mère
J’ai enculé mon père mort
E visto naufragare la S.S. Trinità con un gran peto di gelsomino
Nel verde di una mominette preparata con tutta sapienza
Al caffè dei due Magots in piazza Saint-Germain des Prés a
[Parigi
La vostra vita è un grappolo d’agresto che ho troppo ardentemente
[succhiato
Mi asciugo la bocca col tovagliolo indaco del cielo
La mia gamba è lunga e secca
E calzo il n. 41 come Arthur Rimbaud
Dovrò forse morire a 37 anni fra colonne d’ametista?
Mais je ne marche plus

Città vedo ancora la geometria di fosforo sulla coltre nera di notte
Piazze strade
Cerchi di treni lungo i paesaggi réclame
Vermi smarriti sur un mappa di cartapesta
Vedo ancora le lumiere titoli dei drammi ai teatri
Giulietta e Romeo I due sergenti King Lear Gli spettri Le 99
[disgrazie di Stenterello
La vida es sueño La vedova allegra Amleto
Le monde où l’on s’ennuie
Tutti i fiumi finiscono troppo presto nel mare
Troppo stretto e duro
I più bei fiori hanno una forma che si trova divulgata in tutti
[i trattati di botanica
E non barattano mai fra loro le tinte e gli odori
Le donne oh! hanno la testa troppo vicina alle chiappe o troppo
[lontana
Gli uomini il loro pensiero puzza di Dio e di piedi
E per un’anima che ha una bella cravatta o un asprì di moda
[gloriosa
Quanti soffritti d’aglio sotto il vermiglione dei tetti in quel golfo
[di verde bandiera
Ah! non ritornerò che fuliggine d’ossa bruciate

Senza addio né rimpianti alzo la quota
Lancio sempre più in alto le stelle filanti dei miei desideri
Stabilisco la mira degli occhi ubriachi
Su su su ancora una trincea d’oltremare
Bisogna prender d’assalto le mitragliatrici furibonde del solleone
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