Cinque metri per sette ritagliati nell’amaranto del sole
Cabina radiotelefantastica aperta a tutti i messaggi
Ogni quadro è una finestra sulla frenesia della vita
Io sono uno spalancatore di finestre
E di sensi
Ogni colore
Canta come un uccello
Uno strumento
Una passione
Blu giallo verde cobalto
Vermiglio nero e rosa tenero
I miei occhi magnetici attiran le luci
E i ricordi
Dai quattro punti del mondo
Addipano l’arcobaleno
Lasciate le cose gli uomini i paesi
Venire a me come i semplici fanciulli
Posarmisi intorno ognuno al suo posto nelle cornici
Bottiglie di tutti i liquori scritti sull’etichetta
Sher Tvui Césa
Un fico dottato
Cocomeri che marman la bocca
Tetti vermigli riposo d’amore all’ombra dei frascami d’estate
Fiaschi di vino giocattoli giornali
Corpi nudi fioriti d’affiches
Cirque Médrano
La Gaîté-Rochechouart
Creazione più divina dell’altra
Nel gran caos internazionale
Di questa esistenza sparpagliata sulla tavola e sulle pareti
Lettere senza risposta
Telegrammi e petits-bleu
Di rendez-vous d’affari d’inviti
Ecco il cocchiere russo con la tuba d’oro
Venuto da Kief in tasca di Marinetti
Una chitarra
La pipa bianca
Gambier à Paris m * M Déposé
E il giovane tulipano
D’una che non tornerà più
On a trop répété cette parole Je t’aime
In tutte le lingue
Queste centinaia di libri in fila
Ripugnano come cadaveri di vecchi amici
Il solo Stendhal si può leggere ancora
Nella poltrona a fiorami fra il tè e la macedonia
Ma le iscrizioni col carbone e col gesso
Sulla porta e sui muri
Battono meglio la musica disorientata del giorno sugoso come
[un’arancia matura
«Sono al caffè difaccia»
«A. venuta alle 5 Ripasserà»
«Salaud tu poses tout le temps des lapins! Germaine»
«Anita Caputo modella 57 rue de Vaugirard»
(Rue de Vaugirard! la metà delle mie migliori lacrime
Le ho versate inutilmente laggiù sur un divano profumato di
[Jicky e d’etere)
«R. L. L. 3,75»
«Ricordarsi d’ scrivere a Irene Fondukleskaja D. 27»
«N. V. 104 blu di Prussia 3»
Misteri misteri a buon mercato
Tutto si paga con 24 ore di giovinezza al giorno
Atelier ateliers
Rose dei venti
Gioia bellezza miserie
Stemperate in profondità d’accordi
Nel mastello cubico minuto per minuto
Basta aprire i cristalli per soffocar d’incantesimi
Scostar la tenda
Sulla strada che monta e scende
Il crepuscolo che marcisce nella catinella bianca
Le ciminiere le torri i camini le stelle
Le città d’Europa in fondo alla notte
E i treni che filano illuminati come teatri i treni carichi di nostalgie
Tutta la terra entra a riposarsi
Alcione stanco di volare sul nostro cuore
Spiegato come una bandiera
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