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Bïf∫zf+18. simultaneità . chimismi lirici
Ardengo Soffici
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Bïf∫zf+18. simultaneità . chimismi lirici

Aeroplano

Mulinello di luce nella sterminata freschezza zona elastica
[della morte
Crivello d’oro girandola di vetri venti e colori
Si respira il peso grasso del sole
Con l’ala aperta W Spezia 37 sulla libertà

La terra ah! case parole città
Agricoltura e commercio amori lacrime suoni
Fiori bevande di fuoco e zucchero
Vita sparsa in giro come un bucato
Non c’è più che una sfera di cristallo carica di silenzio esplosivo
[enfin
Oggi si vola!

C’è un’allegria più forte del vino della Rufina con l’etichetta
[del 1811
È il ricordo del nostro indirizzo scritto sul tappeto del mondo
La cronaca dei giornali del mattino e della sera
Gli amici le amanti a perpetuità il pensiero strascinato nei libri
E le mille promesse
Cambiali in giro laggiù nella polvere e gli sputi
Fino alla bancarotta fraudolenta fatale per tutti

Stringo il volante con mano d’aria
Premo la valvola con la scarpa di cielo
Frrrrrr frrrrrr frrrrrr affogo nel turchino ghimè
Mangio triangoli di turchino di mammola
Fette d’azzurro
Ingollo bocks di turchino cobalto
Celeste di lapislazzuli
Celeste blu celeste chiaro celestino
Blu di prussia celeste cupo celeste lumiera
Mi sprofondo in un imbuto di paradiso
Cristo aviatore ero fatto per questa ascensione di gloria
[poetico-militare-sportiva
Sugli angioli rettangolari di tela e d’acciaio
Il cubo nero è il pensiero del ritorno che cancello con la mia lingua
[accesa e lo sguardo di gioia
Dal bianco quadrante dell’altimetro rotativo

Impennamento erotico fra i pavoni reali delle nuvole
Capofitto nelle stelle più grandi color di rosa
Vol plané nello spazio-nulla
Il mio cuore meteora si spande come uno sperma nell’abisso
[fecondo di sangue
A me questa solitudine non ho più che la materia etere del mio
[cervello
Per una creazione sola autentica e definitiva
A 6207 metri incipit vita nova

L’infinito ha un profumo di frutta matura
Di benzina
Di cosce di poppe di capelli pettinati dopo la doccia
Delle mie ascelle che adoro
Il gelo infiammato del cocomero tuffato a lungo nel pozzo
Bacio la vulva del firmamento senza rumore
Le scintille di musica che punteggiano il rombo entusiastico del
[cilindro e dell’elica
Son l’eco del fischio dei più alti uccelli
Navigo nell’assoluto mia patria e vorrei dimenticare il corpo
[che sempre è con noi
La forma della libellula matematica che è il mio destino
La mia storia e i vostri ultimi radiotelegrammi umani
Se si potesse disfarsi di questa malinconia degli apparecchi
[simpatici
La saggezza è cosa di tutti e si mangia col pane ogni giorno
Basta non vomitare amigo Sancho e ripetiamo al barbero omicida
[mascherato di specchi
Dulcinea del Toboso es la mas hermosa mujer del mundo
Dormire cantare in questa ricca fiamma di purità
Difficile
Ho compiuto tutti i corsi dell’arte e del vizio e posseggo il
[documento ufficiale
Ho inventato tre sensi la chimica della fantasia la resurrezione
[di tutte le cose
La transustanziazione dell’arcobaleno
E la volatilizzazione esilarante dell’etica
Ho finito i miei nervi sulla quadruplice tastiera degli amori
Ho amato le gialle viscere di una zucca una vergine capra
En rêve j’ai baisé ma vieille mère
J’ai enculé mon père mort
E visto naufragare la S.S. Trinità con un gran peto di gelsomino
Nel verde di una mominette preparata con tutta sapienza
Al caffè dei due Magots in piazza Saint-Germain des Prés a
[Parigi
La vostra vita è un grappolo d’agresto che ho troppo ardentemente
[succhiato
Mi asciugo la bocca col tovagliolo indaco del cielo
La mia gamba è lunga e secca
E calzo il n. 41 come Arthur Rimbaud
Dovrò forse morire a 37 anni fra colonne d’ametista?
Mais je ne marche plus

Città vedo ancora la geometria di fosforo sulla coltre nera di notte
Piazze strade
Cerchi di treni lungo i paesaggi réclame
Vermi smarriti sur un mappa di cartapesta
Vedo ancora le lumiere titoli dei drammi ai teatri
Giulietta e Romeo I due sergenti King Lear Gli spettri Le 99
[disgrazie di Stenterello
La vida es sueño La vedova allegra Amleto
Le monde où l’on s’ennuie
Tutti i fiumi finiscono troppo presto nel mare
Troppo stretto e duro
I più bei fiori hanno una forma che si trova divulgata in tutti
[i trattati di botanica
E non barattano mai fra loro le tinte e gli odori
Le donne oh! hanno la testa troppo vicina alle chiappe o troppo
[lontana
Gli uomini il loro pensiero puzza di Dio e di piedi
E per un’anima che ha una bella cravatta o un asprì di moda
[gloriosa
Quanti soffritti d’aglio sotto il vermiglione dei tetti in quel golfo
[di verde bandiera
Ah! non ritornerò che fuliggine d’ossa bruciate

Senza addio né rimpianti alzo la quota
Lancio sempre più in alto le stelle filanti dei miei desideri
Stabilisco la mira degli occhi ubriachi
Su su su ancora una trincea d’oltremare
Bisogna prender d’assalto le mitragliatrici furibonde del solleone

Arcobaleno

Inzuppa 7 pennelli nel tuo cuore di 36 anni finiti ieri 7 aprile
E rallumina il viso disfatto delle antiche stagioni

Tu hai cavalcato la vita come le sirene nichelate dei caroselli
[da fiera
In giro
Da una città all’altra di filosofia in delirio
D’amore in passione di regalità in miseria
Non c’è chiesa cinematografo redazione o taverna che tu non
[conosca
Tu hai dormito nel letto d’ogni famiglia

Ci sarebbe da fare un carnevale
Di tutti i dolori
Dimenticati con l’ombrello nei caffè d’Europa
Partiti tra il fumo coi fazzoletti negli sleeping-cars diretti al
[nord al sud

Paesi ore
Ci sono delle voci che accompagnan pertutto come la luna e i cani
Ma anche il fischio di una ciminiera
Che rimescola i colori del mattino
E dei sogni
Non si dimentica né il profumo di certe notti affogate nelle ascelle
[di topazio
Queste fredde giunchiglie che ho sulla tavola accanto all’inchiostro
Eran dipinte sui muri della camera n. 19 nell’Hôtel des Anglais
[a Rouen
Un treno passeggiava sul quai notturno
Sotto la nostra finestra
Decapitando i riflessi delle lanterne versicolori
Tra le botti del vino di Sicilia
E la Senna era un giardino di bandiere infiammate

Non c’è più tempo
Lo spazio
È un verme crepuscolare che si raggricchia in una goccia di fosforo
Ogni cosa è presente
Come nel 1902 tu sei a Parigi in una soffitta
Coperto da 35 centimetri quadri di cielo
Liquefatto nel vetro dell’abbaino
La Ville t’offre ancora ogni mattina
Il bouquet fiorito dello Square de Cluny
Dal boulevard Saint-Germain scoppiante di trams e d’autobus
Arriva la sera a queste campagne la voce briaca della giornalaia
Di rue de la Harpe
«Pari-cûrses» «l’Intransigeant» «la Presse»
Il negozio di Chaussures Raoul fa sempre concorrenza alle stelle
E mi accarezzo le mani tutte intrise dei liquori del tramonto
Come quando pensavo al suicidio vicino alla casa di Rigoletto
Sì caro
L’uomo più fortunato è colui che sa vivere nella contingenza
[al pari dei fiori
Guarda il signore che passa
E accende il sigaro orgoglioso della sua forza virile
Ricuperata nelle quarte pagine dei quotidiani
O quel soldato di cavalleria galoppante nell’indaco della caserma
Con una ciocchetta di lilla fra i denti

L’eternità splende in un volo di mosca
Metti l’uno accanto all’altro i colori dei tuoi occhi
Disegna il tuo arco
La storia è fuggevole come un saluto alla stazione
E l’automobile tricolore del sole batte sempre più
invano il suo record fra i vecchi macchinari del cosmo
Tu ti ricordi insieme ad un bacio seminato nel buio
Una vetrina di libraio tedesco Avenue de l’Opéra
E la capra che brucava le ginestre
Sulle ruine della scala del palazzo di Dario a Persepoli
Basta guardarsi intorno
E scriver come si sogna
Per rianimare il volto della nostra gioia

Ricordo tutti i climi che si sono carezzati alla mia pelle d’amore
Tutti i paesi e civiltà
Raggianti al mio desiderio
Nevi
Mari gialli
Gongs
Carovane
Il carminio di Bombay e l’oro bruciato dell’Iran
Ne porto un geroglifico sull’ala nera
Anima girasole il fenomeno converge in questo centro di danza
Ma il canto più bello è ancora quello dei sensi nudi

Silenzio musica meridiana
Qui e nel mondo poesia circolare
L’oggi si sposa col sempre
Nel diadema dell’iride che s’alza
Siedo alla mia tavola e fumo e guardo
Ecco una foglia giovane che trilla nel verziere difaccia
I bianchi colombi volteggiano per l’aria come lettere d’amore
[buttate dalla finestra
Conosco il simbolo la cifra il legame
Elettrico
La simpatia delle cose lontane
Ma ci vorrebbero delle frutta delle luci e delle moltitudini
Per tendere il festone miracolo di questa pasqua

Il giorno si sprofonda nella conca scarlatta dell’estate
E non ci son più parole
Per il ponte di fuoco e di gemme

Giovinezza tu passerai come tutto finisce al teatro
Tant pis Mi farò allora un vestito favoloso di vecchie affiches

Atelier

Cinque metri per sette ritagliati nell’amaranto del sole
Cabina radiotelefantastica aperta a tutti i messaggi
Ogni quadro è una finestra sulla frenesia della vita
Io sono uno spalancatore di finestre
E di sensi
Ogni colore
Canta come un uccello
Uno strumento
Una passione
Blu giallo verde cobalto
Vermiglio nero e rosa tenero
I miei occhi magnetici attiran le luci
E i ricordi
Dai quattro punti del mondo
Addipano l’arcobaleno
Lasciate le cose gli uomini i paesi
Venire a me come i semplici fanciulli
Posarmisi intorno ognuno al suo posto nelle cornici
Bottiglie di tutti i liquori scritti sull’etichetta
Sher Tvui Césa
Un fico dottato
Cocomeri che marman la bocca
Tetti vermigli riposo d’amore all’ombra dei frascami d’estate
Fiaschi di vino giocattoli giornali
Corpi nudi fioriti d’affiches
Cirque Médrano
La Gaîté-Rochechouart
Creazione più divina dell’altra
Nel gran caos internazionale
Di questa esistenza sparpagliata sulla tavola e sulle pareti
Lettere senza risposta
Telegrammi e petits-bleu
Di rendez-vous d’affari d’inviti
Ecco il cocchiere russo con la tuba d’oro
Venuto da Kief in tasca di Marinetti
Una chitarra
La pipa bianca
Gambier à Paris m * M Déposé
E il giovane tulipano
D’una che non tornerà più
On a trop répété cette parole Je t’aime
In tutte le lingue
Queste centinaia di libri in fila
Ripugnano come cadaveri di vecchi amici
Il solo Stendhal si può leggere ancora
Nella poltrona a fiorami fra il tè e la macedonia
Ma le iscrizioni col carbone e col gesso
Sulla porta e sui muri
Battono meglio la musica disorientata del giorno sugoso come
[un’arancia matura
«Sono al caffè difaccia»
«A. venuta alle 5 Ripasserà»
«Salaud tu poses tout le temps des lapins! Germaine»
«Anita Caputo modella 57 rue de Vaugirard»
(Rue de Vaugirard! la metà delle mie migliori lacrime
Le ho versate inutilmente laggiù sur un divano profumato di
[Jicky e d’etere)
«R. L. L. 3,75»
«Ricordarsi d’ scrivere a Irene Fondukleskaja D. 27»
«N. V. 104 blu di Prussia 3»
Misteri misteri a buon mercato
Tutto si paga con 24 ore di giovinezza al giorno
Atelier ateliers
Rose dei venti
Gioia bellezza miserie
Stemperate in profondità d’accordi
Nel mastello cubico minuto per minuto
Basta aprire i cristalli per soffocar d’incantesimi
Scostar la tenda
Sulla strada che monta e scende
Il crepuscolo che marcisce nella catinella bianca
Le ciminiere le torri i camini le stelle
Le città d’Europa in fondo alla notte
E i treni che filano illuminati come teatri i treni carichi di nostalgie
Tutta la terra entra a riposarsi
Alcione stanco di volare sul nostro cuore
Spiegato come una bandiera

Crocicchio

Dissolversi nella cipria dell’ordinotte
Con l’improvviso clamore dell’elettricità del gas dell’acetilene
[e delle altre luci
Fiorite nelle vetrine
Alle finestre e nell’areoplano del firmamento
Le scarpe che trascinano gocciole di diamanti e d’oro lungo
[i marciapiedi primaverili
Come le bocche e gli occhi
Di tutte queste donne pazze di isterie solitarie
Le automobili venute da pertutto
Le carrozze reali e i tramways in uno squittio d’uccelli mitragliati
Nous n’avons plus d’amour que pour nous-mêmes enfin

«È proibito parlare al manovratore»

Oh nuotare come un pesce innamorato che beve smeraldi
Fra questa rete di profumi e di bengala!
❦ Bïf∫zf+18. simultaneità . chimismi lirici · Ardengo Soffici
Libri