Ogn’altra carne m’è ’n odio venuta

Ogn’altra carne m’è ’n odio venuta
e solamente d’un becco m’è ’n grado,
e d’essa nè la voglia sì cresciuta,
che si’ non mho, che Di’ ne campi, arrado.

Quella cu’ è mi dice ch’è venduta
e ch’ è’ son folle ch’ i’ averne bado;
ché s’ è’ le dessi un marco d’òr trebuta,
non ne potre’ avere quant’un dado.

Ed i°, com’uomo cu’ la fitta tocca,
ché so che voglion dir quelle parole,
sì do ad altre novelle di bocca.

E Die sa come *’l cor forte mi dòle,
per ch’ î° non ho de’ fiorin a ribocca,
per poter far e dir ciò ch’ella vuole.
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