E non mi stiano a soffiare negli orecchi i loro ca — Teofilo Folengo

E non mi stiano a soffiare negli orecchi i loro carmi né Melpomene né quella minchiona di Talia né Febo che se ne sta grattando tutto il giorno la sua chitarrina; perché quando penso al budellame della mia pancia, non fa per me, per la mia piva, la chiacchiera del Parnaso.

Baldus, I, 9-12, trad. G. Tonna

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