Dal grosso e scaltro rinunciar superbo
Dal grosso e scaltro rinunciar superbo
delle schiave pianure,
ch’a suon di nerbo la vietata altezza
sfogan nel moto isterico carponi
tra ruote polvere melma carboni,
per grumi di zolle e colture
e clamorosi grovigli di folle
in frégola di piacere acerbo;
dal pigro disnodar con sforzi grulli
delle ignare colline,
ch’a suon di frulli la fiutata altezza
tentan su dal letargo come serpi
fra erte e scese vicine,
per vigne, biade, ronchi, cinte, sterpi,
e ville e masnade
in torpor d’opere e trastulli;
dal soprassalto d’aquile e farfalle
dell’avide giogaie,
ch’a suon di stalle la sperata altezza
invocan dal più fier dei loro monti
per cuori rudi e boschi e salvi pascoli
nei poggi cavi sotto le pietraie,
fra consensi di laghi e di fonti
ansiosi a richiamar per ogni valle;
dall’assalto impennato in tormento
delle tragiche catene
ch’a bufere di vento
a gurgiti immani di vitreo silenzio,
fra trèmiti e vene
di fuggenti creature,
guatano addentano
serran l’altezza veduta
con róse pupille d’eclissi e d’assenzio,
con dure bocche in morsi di pietra,
con braccia e torsi digiuni
per cave rovine d’abissi
e spasimi eretti in atroci scompigli,
intorno schiomando con brividi fissi
il vello di neve che scivola e piega
nei ghiacci protesi sui lividi artigli
a sbarrar rupi con strazio profondo
verso gl’inviti del mondo,
a vietar con angoscia suprema
l’inarrivabile preda:
da piani colline giogaie catene
si lamina enorme la vetta
su vertebre e stinchi a vedetta
con l’anima ardente nei geli costretta.
Sopra, il vuoto dell’ombra e del fuoco
in infinita voragine tùrbina:
sotto, dal vano dell’aria la terra
– fra bave di nubi e tormenta –
l’ultime scaglie le avventa,
e fugge ghermendo la vita
effimera d’orme e di voci
in vertigine atterrita.
Fra incomprensioni immutabili
di spregio, d’invidia, di voglia,
dal basso che ignora all’alto che spoglia,
ogni cosa intendendo oltre aspetta
in fede enorme la vetta:
dal piede inestricabil di catene,
unica al cielo misura la forza;
con l’anima ardente in gelida scorza,
da sola respira il tremendo suo bene.
delle schiave pianure,
ch’a suon di nerbo la vietata altezza
sfogan nel moto isterico carponi
tra ruote polvere melma carboni,
per grumi di zolle e colture
e clamorosi grovigli di folle
in frégola di piacere acerbo;
dal pigro disnodar con sforzi grulli
delle ignare colline,
ch’a suon di frulli la fiutata altezza
tentan su dal letargo come serpi
fra erte e scese vicine,
per vigne, biade, ronchi, cinte, sterpi,
e ville e masnade
in torpor d’opere e trastulli;
dal soprassalto d’aquile e farfalle
dell’avide giogaie,
ch’a suon di stalle la sperata altezza
invocan dal più fier dei loro monti
per cuori rudi e boschi e salvi pascoli
nei poggi cavi sotto le pietraie,
fra consensi di laghi e di fonti
ansiosi a richiamar per ogni valle;
dall’assalto impennato in tormento
delle tragiche catene
ch’a bufere di vento
a gurgiti immani di vitreo silenzio,
fra trèmiti e vene
di fuggenti creature,
guatano addentano
serran l’altezza veduta
con róse pupille d’eclissi e d’assenzio,
con dure bocche in morsi di pietra,
con braccia e torsi digiuni
per cave rovine d’abissi
e spasimi eretti in atroci scompigli,
intorno schiomando con brividi fissi
il vello di neve che scivola e piega
nei ghiacci protesi sui lividi artigli
a sbarrar rupi con strazio profondo
verso gl’inviti del mondo,
a vietar con angoscia suprema
l’inarrivabile preda:
da piani colline giogaie catene
si lamina enorme la vetta
su vertebre e stinchi a vedetta
con l’anima ardente nei geli costretta.
Sopra, il vuoto dell’ombra e del fuoco
in infinita voragine tùrbina:
sotto, dal vano dell’aria la terra
– fra bave di nubi e tormenta –
l’ultime scaglie le avventa,
e fugge ghermendo la vita
effimera d’orme e di voci
in vertigine atterrita.
Fra incomprensioni immutabili
di spregio, d’invidia, di voglia,
dal basso che ignora all’alto che spoglia,
ogni cosa intendendo oltre aspetta
in fede enorme la vetta:
dal piede inestricabil di catene,
unica al cielo misura la forza;
con l’anima ardente in gelida scorza,
da sola respira il tremendo suo bene.