Cade il tempo d’ogni stagione,
e autunno è un nome.
Salma di pioggia,
terra, e una gora
in cateratta al fosso –
il cielo addosso.
Sotto torbido pelo
la gora impigra
tra vermi e pesci
alghe patetiche,
sputi di rane
per sinuose tane,
tenaci ristagni
e a ritroso sgomitanti ragni
simulano la corrente,
ma non si dànno.
Minuzie e foglie
alla rovina intanto
perché non vuole in sé ciascuna
vanno:
movendosi ancora
non sembran perdute;
riviere e piante
non sanno fermare;
salma di un nome,
stagioni cadute,
è l’ora di tutte, son tante a passare;
crollo del tempo,
tracollo di spoglie
ingiallisce la piena,
anonimo gorgo
sull’orlo, così, rigirare –
inabissano al fosso.
e autunno è un nome.
Salma di pioggia,
terra, e una gora
in cateratta al fosso –
il cielo addosso.
Sotto torbido pelo
la gora impigra
tra vermi e pesci
alghe patetiche,
sputi di rane
per sinuose tane,
tenaci ristagni
e a ritroso sgomitanti ragni
simulano la corrente,
ma non si dànno.
Minuzie e foglie
alla rovina intanto
perché non vuole in sé ciascuna
vanno:
movendosi ancora
non sembran perdute;
riviere e piante
non sanno fermare;
salma di un nome,
stagioni cadute,
è l’ora di tutte, son tante a passare;
crollo del tempo,
tracollo di spoglie
ingiallisce la piena,
anonimo gorgo
sull’orlo, così, rigirare –
inabissano al fosso.