La scala erigenda
I
Zampilla uno zodiaco da ogni zero
Vieni vieni verso la via che va al vero
Unisci l’udito all’unanime universo
Tempera alla tastiera un tuo tema terso
Senti il suono che strappa sillabe semplici
Ripete realtà dalla radice rèndici
Questua non è questa o querula questione
Paradiso prefigurato in un pavone
Offerta sì di olimpo ov’è oltraggio all’oggetto
Notizie native nemiche di un no netto
Moto che la magia del morire ha in mente
La libidine liberando lietamente
Incarnata in inganno inane e inavvertito
Hallalì hallalì ecce homo hai udito
Gridi gagliardi in un gorgo a gara gioiosi
Finito il furto e il furore infine festosi
Epitalamio encomio’ in eterno ti estrae
Docile dirada il danno e si detrae
Calunnia che ti carezzava con cardo
Bene bisbiglia butta il bacio bugiardo
Amore avvera dov’era in auge l’azzardo.
Il
La scala perché non sale ancora più in alto
Avrei gettato anche me stesso nella forgia
Di rampa in rampa e di slancio in salto
Non fu un percorso un viaggio fu un’orgia.
Un confondersi di sussurri un richiamarsi
1 complici congiunti infine per amarsi.
Dov’è la scala è superficie
L’azzardo è ancora là dov’era
La realtà non ha radice
Si spande a liquida cera.
L’amore non più a caso ecco ridiscende
Per orecchi ha il mare la luce per fronte
Gradino gradino il desiderio lo prende
Ogni cavo di mano svuota in orizzonte.
Non v’è sommità e squarcio di cieli immensi
L’uomo è lo squarcio? e la realtà in tutti i sensi.
From MA CHI È QUI IL RESPONSABILE?
Zampilla uno zodiaco da ogni zero
Vieni vieni verso la via che va al vero
Unisci l’udito all’unanime universo
Tempera alla tastiera un tuo tema terso
Senti il suono che strappa sillabe semplici
Ripete realtà dalla radice rèndici
Questua non è questa o querula questione
Paradiso prefigurato in un pavone
Offerta sì di olimpo ov’è oltraggio all’oggetto
Notizie native nemiche di un no netto
Moto che la magia del morire ha in mente
La libidine liberando lietamente
Incarnata in inganno inane e inavvertito
Hallalì hallalì ecce homo hai udito
Gridi gagliardi in un gorgo a gara gioiosi
Finito il furto e il furore infine festosi
Epitalamio encomio’ in eterno ti estrae
Docile dirada il danno e si detrae
Calunnia che ti carezzava con cardo
Bene bisbiglia butta il bacio bugiardo
Amore avvera dov’era in auge l’azzardo.
Il
La scala perché non sale ancora più in alto
Avrei gettato anche me stesso nella forgia
Di rampa in rampa e di slancio in salto
Non fu un percorso un viaggio fu un’orgia.
Un confondersi di sussurri un richiamarsi
1 complici congiunti infine per amarsi.
Dov’è la scala è superficie
L’azzardo è ancora là dov’era
La realtà non ha radice
Si spande a liquida cera.
L’amore non più a caso ecco ridiscende
Per orecchi ha il mare la luce per fronte
Gradino gradino il desiderio lo prende
Ogni cavo di mano svuota in orizzonte.
Non v’è sommità e squarcio di cieli immensi
L’uomo è lo squarcio? e la realtà in tutti i sensi.
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