Edoardo Cacciatore

Edoardo Cacciatore

1912–1996 · visse 84 anni IT IT

n. 1912, Palermo · m. 1996, Roma

Futuro anteriore

Ritorna su sé l’Energia già pensi
Rimuovi per ordine ostacoli e vai
Con slanci ch’è nulla ogni spasmo dei sensi
Fra te e il dappertutto non c’è alcun mai
Ma forse è illusione quest’alta pienezza
No è esperienza somatica esplori
Realtà d’ogni giorno quel cuneo vi spezza
Il nero per farne di tutti i colori
È pleroforia il vivere adesso
È vivere gli altri sei multipla folla
Quell’io che ti turba a volte e fa ossesso
È iride tremula su transile bolla
Pensare è adorabile coito d’amore
Tu fosti e contrai futuro anteriore?
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Poesie

3

Futuro anteriore

Ritorna su sé l’Energia già pensi
Rimuovi per ordine ostacoli e vai
Con slanci ch’è nulla ogni spasmo dei sensi
Fra te e il dappertutto non c’è alcun mai
Ma forse è illusione quest’alta pienezza
No è esperienza somatica esplori
Realtà d’ogni giorno quel cuneo vi spezza
Il nero per farne di tutti i colori
È pleroforia il vivere adesso
È vivere gli altri sei multipla folla
Quell’io che ti turba a volte e fa ossesso
È iride tremula su transile bolla
Pensare è adorabile coito d’amore
Tu fosti e contrai futuro anteriore?

La scala erigenda

I

Zampilla uno zodiaco da ogni zero
Vieni vieni verso la via che va al vero
Unisci l’udito all’unanime universo
Tempera alla tastiera un tuo tema terso
Senti il suono che strappa sillabe semplici
Ripete realtà dalla radice rèndici
Questua non è questa o querula questione
Paradiso prefigurato in un pavone
Offerta sì di olimpo ov’è oltraggio all’oggetto
Notizie native nemiche di un no netto
Moto che la magia del morire ha in mente
La libidine liberando lietamente
Incarnata in inganno inane e inavvertito
Hallalì hallalì ecce homo hai udito
Gridi gagliardi in un gorgo a gara gioiosi
Finito il furto e il furore infine festosi
Epitalamio encomio’ in eterno ti estrae
Docile dirada il danno e si detrae
Calunnia che ti carezzava con cardo
Bene bisbiglia butta il bacio bugiardo
Amore avvera dov’era in auge l’azzardo.

Il

La scala perché non sale ancora più in alto
Avrei gettato anche me stesso nella forgia
Di rampa in rampa e di slancio in salto
Non fu un percorso un viaggio fu un’orgia.
Un confondersi di sussurri un richiamarsi
1 complici congiunti infine per amarsi.
Dov’è la scala è superficie
L’azzardo è ancora là dov’era
La realtà non ha radice
Si spande a liquida cera.
L’amore non più a caso ecco ridiscende
Per orecchi ha il mare la luce per fronte
Gradino gradino il desiderio lo prende
Ogni cavo di mano svuota in orizzonte.
Non v’è sommità e squarcio di cieli immensi
L’uomo è lo squarcio? e la realtà in tutti i sensi.
From MA CHI È QUI IL RESPONSABILE?

Lavoro coercitivo

Profitto s’impegola
Lorda prodotti e carta
Tersa misura necessaria a regola
D’arte opera—non t’’imbriga né coarta
Né il gusto guasta

Chi più parla di bellezza o garbo—igiene
L’oltraggio è del corpo a tomba che giù cade
Sul fondo infame e viene
Creando all’Ade
D’un smorto basta

Con sdegno la stizza?
Per cui il vigore represso sé ridiventa
Mentre l’Autorità ad automa parcellizza?
Sisifo e in calce spenta
L’ossa rimpasta.

Libri

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