Un tal buon compagnone

Un tal buon compagnone a confessare
prese in sì franco ton dal suo curato
che parea quasi quasi che vantare
ei si volesse d’ogni suo peccato.
«Ho», disse, «detto mal di tal di tale;
ma col ben che ne ho detto, tutto il male
ho di poi ripagato; in conseguenza
ecco sciolta e sgravata la coscienza;
ad un amico dei denari ho presi
ma dopo qualche tempo glieli ho resi;
perciò sono sgravato»; indi abbassando
la voce, disse: «Un gran fallo esecrando
commisi o padre con la vostra serva.
Come trovar ciò che a sgravarmi serva?»
Del penitente l’alma
per ricondurre in calma:
«Altrettant’ho fatt’io», soggiunse il prete,
«con vostra moglie; onde sciolto voi siete».
Condividi

Commenti (0)

Accedi per pubblicare un commento.

Ancora nessun commento. Sia il primo a commentare.