Dormono l’acque nel plenilunio
di giugno. I grandi scogli rilucono,
chiudendo nel tacito sasso
la sconosciuta vita del mare.

Nuvole vaste siccome talami
pendono a sommo del cielo: attendono
amanti divini. Non senti,
Ospite, il divino odor del mare?

Non odi? Le acque destate un fremito
recano lungo; su ’l vento palpita
un’ala di canto. Stanotte
le sirene cantano su ’l mare.

A quale nave smarrita cantano?
Al lor periglio qual prora traggono?
I nauti son pallidi quando
le sirene cantano su ’l mare.

Ascolta! Ascolta! Lenta diffondesi
la perigliosa musica: accorrono
gli sciami de’ sogni. Non bevi,
Ospite, il divino odor del mare?
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