vano desiderare un vuoto, un vuoto
per cui tornare dove già s’è stati,
per risarcirne i danni, acché al moto
che muto spinge s’oppongano fiati,
verbi, sintassi, Come fosse in questo
un senso che travalichi le estati,
gl’inverni, i sogni, i furti, e tutto il mesto
deluso, stanco, caravanserraglio,
da cui, coi propri passi, troppo presto
ci si separerà, sottratto il caglio
del cuore alle parole, senza trarne
versi, piuttosto il mondo, spento abbaglio,
detto comè, solo carcasse e carne
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