Arrtrr canti di Marte e di sua schiera
gli arditi assalti e l’onorate imprese,
le sanguigne vittorie e le contese,
i trionfi di morte orrida e fiera.

Io canto, Amor, da questa tua guerriera
quant’ebbi a sostener mortali offese,
come un guardo mi vinse, un crin mi prese,
istoria miserabile, ma vera!

Due begli occhi fur l’arme onde trafitta
giacque e, di sangue in vece, amaro pianto
sparse lunga stagion l’anima afflitta.

Tu, per lo cui valor la palma e il vanto
ebbe di me la mia nemica invitta,
se desti morte al cor, dà vita al canto.
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