La mia città dagli amori in salita,
Genova mia di mare tutta scale
e, su dal porto, risucchi di vita
viva fino a raggiungere il crinale

" di lamiera dei tetti, ora con quale

spinta nel petto, qui dove è finita
in piombo ogni parola, iodio e sale
rivibra sulla punta delle dita

che sui tasti mi dolgono?... Oh il carbone
1° a Di Negro celeste! oh la sirena

marittima, la notte quando appena
del futuro s’è aperta col bandone
scosso di soprassalto da un portone.
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