La cortigiana frustata
La man, che ne le dita ha quadrella,
con duro laccio al molle tergo è avvolta.
L’onta a celar, ch’è ne le guance accolta,
spande il confuso crin ricca procella.
Sul dorso, ove la sferza empia flagella,
grandine di rubini appar disciolta;
già dal livor la candidezza è tolta,
ma men candida ancor non è men bella.
Su quel tergo il mio cor spiega le piume
e, per pietà di lui già tutto essangue,
ricever le ferite in sé presume.
In quelle piaghe agonizzando ei langue,
ma nel languir non è il primier costume
che il sangue corra al cor: ei corre al sangue.
con duro laccio al molle tergo è avvolta.
L’onta a celar, ch’è ne le guance accolta,
spande il confuso crin ricca procella.
Sul dorso, ove la sferza empia flagella,
grandine di rubini appar disciolta;
già dal livor la candidezza è tolta,
ma men candida ancor non è men bella.
Su quel tergo il mio cor spiega le piume
e, per pietà di lui già tutto essangue,
ricever le ferite in sé presume.
In quelle piaghe agonizzando ei langue,
ma nel languir non è il primier costume
che il sangue corra al cor: ei corre al sangue.