Bartolomeo Corsini

Bartolomeo Corsini

1606–1673 · visse 66 anni IT IT

n. 1606-06-06, Barberino di Mugello · m. 1673-05-24, Barberino di Mugello

Dal Torracchione desolato

Voi modesti garzoni, e voi modeste
fanciulle, che d’amor sentite il foco
in fra ’l seno aggirarvisi, e la veste:
da me vi piaccia allontanarvi un poco,
che forse al canto mio v’accendereste
in volontà per fare un simil giuoco;
d’appiattarvi, se non ne’ letti aurati,
almen per le cantine, o pe’ i fossati.

Soli rimasti i cattivelli amanti,
a guerreggiar senza loriche, e scudi,
per godere, il garzon, come i sembianti
tutti della sua donna i membri ignudi;
di lei, non riguardando ai preghi, ai pianti,
ai contrasti di lei severi e crudi,
la camicia le tragge, ond’ella appare
novella Galatea nuotante in mare.

Era senza camicia andata a letto
la fanciulla da prìa (come sapete)
ed or mostra d’aver noia e dispetto,
ch’egli la voglia ignuda; e che direte?
Che mascheran le donne il proprio affetto
assai sovente, e che da quella rete
ov’esse più desìan di restar colte,
mostran di voler ir libere, e sciolte.

Tutto anco sé disnuda: e se non ch’ella
tra questo e quel lenzuol candido e lieve
pur si ravvolge, avresti detto: oh bella
mostra de’ due, che d’animata neve
sembran due masse; alla gentil donzella
per farle omai di sé peso non greve
torna, la svolge, e sopra lei s’abbassa,
e vuol far di due masse, una sol massa.

Ma più che mai di bel rossor si tinge
la giovinetta, e se non è sdegnosa
nel core, almen nel volto ella si finge;
e dolcemente altera ed orgogliosa,
da lui tenta fuggir, da sé lo spinge:
ché fors’ella non vuol, che a côr la rosa
del suo giardino, impetuoso ei giunga,
senza che qualche spina almen lo punga.

In fra la coltre, e in fra le di lui braccia
tanto si scuote, ondeggia, e gira e guizza,
che da lui si sottrae, da lui si slaccia.
Pende dal letto, e quasi in piè si rizza:
ma in quell’istante ei pur la riabbraccia,
ve la ritragge su, vel’ addirizza;
e mentr’ella ritrosa anela e geme,
egli pur tuttavia la bacia, e preme.
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Poesie

1

Dal Torracchione desolato

Voi modesti garzoni, e voi modeste
fanciulle, che d’amor sentite il foco
in fra ’l seno aggirarvisi, e la veste:
da me vi piaccia allontanarvi un poco,
che forse al canto mio v’accendereste
in volontà per fare un simil giuoco;
d’appiattarvi, se non ne’ letti aurati,
almen per le cantine, o pe’ i fossati.

Soli rimasti i cattivelli amanti,
a guerreggiar senza loriche, e scudi,
per godere, il garzon, come i sembianti
tutti della sua donna i membri ignudi;
di lei, non riguardando ai preghi, ai pianti,
ai contrasti di lei severi e crudi,
la camicia le tragge, ond’ella appare
novella Galatea nuotante in mare.

Era senza camicia andata a letto
la fanciulla da prìa (come sapete)
ed or mostra d’aver noia e dispetto,
ch’egli la voglia ignuda; e che direte?
Che mascheran le donne il proprio affetto
assai sovente, e che da quella rete
ov’esse più desìan di restar colte,
mostran di voler ir libere, e sciolte.

Tutto anco sé disnuda: e se non ch’ella
tra questo e quel lenzuol candido e lieve
pur si ravvolge, avresti detto: oh bella
mostra de’ due, che d’animata neve
sembran due masse; alla gentil donzella
per farle omai di sé peso non greve
torna, la svolge, e sopra lei s’abbassa,
e vuol far di due masse, una sol massa.

Ma più che mai di bel rossor si tinge
la giovinetta, e se non è sdegnosa
nel core, almen nel volto ella si finge;
e dolcemente altera ed orgogliosa,
da lui tenta fuggir, da sé lo spinge:
ché fors’ella non vuol, che a côr la rosa
del suo giardino, impetuoso ei giunga,
senza che qualche spina almen lo punga.

In fra la coltre, e in fra le di lui braccia
tanto si scuote, ondeggia, e gira e guizza,
che da lui si sottrae, da lui si slaccia.
Pende dal letto, e quasi in piè si rizza:
ma in quell’istante ei pur la riabbraccia,
ve la ritragge su, vel’ addirizza;
e mentr’ella ritrosa anela e geme,
egli pur tuttavia la bacia, e preme.

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