Emilio Praga

Emilio Praga

1839–1875 · visse 36 anni IT IT

n. 1839-12-18, Gorla · m. 1875-12-26, Milão

Seraphina

È morta. O affascinati adolescenti
che in agguato io vedea sulla sua porta
filar la tela delle voglie ardenti,
piangete meco: Serafina è morta.

Morta: l’amante dell’ultima notte
n’ebbe gli amplessi coll’odor del tifo,
e, uscendo all’alba, avea coll’ossa rotte
gli occhi di voluttà pieni e di schifo.

Voi non credete che possan morire
le belle donne, o poveri fanciulli?
Ma gli è dono degli angeli svanire,
e l’infrangersi appunto è dei trastulli.

Non credete che il suo corpo divino
sia chiuso adesso fra quattro assicciuole?
I preti gli parlarono in latino
girando intorno colle negre stole.

Come due remi a un naufrago legati
le stan distese e immobili le braccia;
errano i vermi ciechi e spensierati
sul bianco seno e sulla bianca faccia.

E le cascan le palpebre in frantumi
come imposte di casa inabitata;
quella chioma di raggi e di profumi
l’hanno gli eredi a un creditor lasciata.

Cerchiam nei balli, e la vedremo ancora
la lunga chioma dalla negra tinta:
forse vi intreccia mammole a quest’ora
qualche beltà nel gineceo discinta.
Leggi la poesia completa

Poesie

2

Seraphina

È morta. O affascinati adolescenti
che in agguato io vedea sulla sua porta
filar la tela delle voglie ardenti,
piangete meco: Serafina è morta.

Morta: l’amante dell’ultima notte
n’ebbe gli amplessi coll’odor del tifo,
e, uscendo all’alba, avea coll’ossa rotte
gli occhi di voluttà pieni e di schifo.

Voi non credete che possan morire
le belle donne, o poveri fanciulli?
Ma gli è dono degli angeli svanire,
e l’infrangersi appunto è dei trastulli.

Non credete che il suo corpo divino
sia chiuso adesso fra quattro assicciuole?
I preti gli parlarono in latino
girando intorno colle negre stole.

Come due remi a un naufrago legati
le stan distese e immobili le braccia;
errano i vermi ciechi e spensierati
sul bianco seno e sulla bianca faccia.

E le cascan le palpebre in frantumi
come imposte di casa inabitata;
quella chioma di raggi e di profumi
l’hanno gli eredi a un creditor lasciata.

Cerchiam nei balli, e la vedremo ancora
la lunga chioma dalla negra tinta:
forse vi intreccia mammole a quest’ora
qualche beltà nel gineceo discinta.

Tentazioni

Vorrei, fanciulla, esser nel tuo corsetto,
e, come un serpe ai dì di luglio, in giri
voluttüosi errarti intorno al petto:
errarti intorno al petto, o bella amica,
ma con gioia pudica;
e non baciarti, e tener gli occhi chiusi,
sol nei profumi assorto,
per le tue membra candide diffusi.

Libri

1

Commenti (0)

Condividi
Accedi per pubblicare un commento.

Ancora nessun commento. Sia il primo a commentare.