Giovanni Camerana

Giovanni Camerana

1845–1905 · visse 59 anni IT IT

n. 1845-02-04, Casale Monferrato · m. 1905, Turim

Il velo nero

Sogno e medito e invidio il velo nero,
il vel che avvolge la tua faccia pallida,
che recinge la tua testa ineffabile;
sogno e medito e invidio il velo nero!

Felice il vel, perché ti bacia e tocca,
perché freme del tuo fiato al tepore;
felice il vel, beato il tenebrore,
felice il velo che ti bacia e tocca!

Felice l’ora che non verrà mai
di sentir fra le mie convulse mani
il vel, il viso ed i capelli strani!
Ora infinita che non verrà mai!

Il velo, il viso e gli strani capelli,
i capelli d’abisso e di fuligine
negri cotanto da parer cerulei!
Il velo, il viso e gli strani capelli!

Ora infinita e grigia dei tramonti
d’autunno! Il velo soffuso di stille
di nebbia, e gli occhi vibranti faville,
tigre fatal nel grigio dei tramonti.

Io, più raggiante che un levar di sole,
ti coprirei di baci e di carezze,
ti morderei nelle più estreme ebbrezze,
io più raggiante che un levar di sole!

Gli occhi, la testa bella, il velo nero,
i capelli d’abisso e di fuligine,
tutte del corpo tuo le arcane tenebre!
Sogno e medito e invidio il velo nero.
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Poesie

1

Il velo nero

Sogno e medito e invidio il velo nero,
il vel che avvolge la tua faccia pallida,
che recinge la tua testa ineffabile;
sogno e medito e invidio il velo nero!

Felice il vel, perché ti bacia e tocca,
perché freme del tuo fiato al tepore;
felice il vel, beato il tenebrore,
felice il velo che ti bacia e tocca!

Felice l’ora che non verrà mai
di sentir fra le mie convulse mani
il vel, il viso ed i capelli strani!
Ora infinita che non verrà mai!

Il velo, il viso e gli strani capelli,
i capelli d’abisso e di fuligine
negri cotanto da parer cerulei!
Il velo, il viso e gli strani capelli!

Ora infinita e grigia dei tramonti
d’autunno! Il velo soffuso di stille
di nebbia, e gli occhi vibranti faville,
tigre fatal nel grigio dei tramonti.

Io, più raggiante che un levar di sole,
ti coprirei di baci e di carezze,
ti morderei nelle più estreme ebbrezze,
io più raggiante che un levar di sole!

Gli occhi, la testa bella, il velo nero,
i capelli d’abisso e di fuligine,
tutte del corpo tuo le arcane tenebre!
Sogno e medito e invidio il velo nero.

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