Giovanni Dominici

Giovanni Dominici

1356–1420 · visse 64 anni IT IT

n. 1356, Florença · m. 1420-06-10, Buda

Dr, Maria dolce, con quanto disio

Dr, Maria dolce, con quanto disio
miravi il tuo figliuol, Cristo mio Dio.

Quando tu il partoristi senza pena,
la prima cosa, credo, che facesti,
tu l’adorasti, o di grazia piena,
poi sopra il fien nel presepio il ponesti;
con pochi e pover panni lo involgesti,
maravigliando e godendo, cred’io.

Oh quanto gaudio avevi, o quanto bene
quando tu lo tenevi nelle braccia!
Dimmi, Maria, che forse si conviene
che un poco per pietà mi sadisfaccia.
Baciavilo tu allora nella faccia?
Sì ben, cred’io, e dicei: “ O figliuol mio! ”

Quando figliuol, quando padre e signore,
quando Iddio, quando Gesù il chiamavi;
oh quanto dolce amor sentivi al core
quando il grembo il tenevi e lattavi!
Oh, quanti atti d’amore soavi
avesti, essendo col tuo figliuol pio!

Quando talora un poco il dì dormia,
e tu, destar volendo il paradiso,
pian piano andavi, che non ti sentia,
e poi ponevi il viso al santo viso;
poi gli dicevi con materno riso:
“Non dormir più che ti sarebbe rio.”
Quando tu ti sentivi chiamar mamma,
come non ti morivi di dolcezza?
Come d’amor non t’ardeva una fiamma,
che t’avessi scoppiata d’allegrezza?
Da ver che grande fu la tua fortezza
poichè la vita allor non ti finio.
E la figlia del sommo eterno padre,
e lo signor la sua umile ancilla
pietosamente la chiamava madre,
che sol pensando il cor mi si distilla.
Chi vuol sentir qualche dolce favilla
ponga nel buon Gesù ogni desio.
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Poesie

1

Dr, Maria dolce, con quanto disio

Dr, Maria dolce, con quanto disio
miravi il tuo figliuol, Cristo mio Dio.

Quando tu il partoristi senza pena,
la prima cosa, credo, che facesti,
tu l’adorasti, o di grazia piena,
poi sopra il fien nel presepio il ponesti;
con pochi e pover panni lo involgesti,
maravigliando e godendo, cred’io.

Oh quanto gaudio avevi, o quanto bene
quando tu lo tenevi nelle braccia!
Dimmi, Maria, che forse si conviene
che un poco per pietà mi sadisfaccia.
Baciavilo tu allora nella faccia?
Sì ben, cred’io, e dicei: “ O figliuol mio! ”

Quando figliuol, quando padre e signore,
quando Iddio, quando Gesù il chiamavi;
oh quanto dolce amor sentivi al core
quando il grembo il tenevi e lattavi!
Oh, quanti atti d’amore soavi
avesti, essendo col tuo figliuol pio!

Quando talora un poco il dì dormia,
e tu, destar volendo il paradiso,
pian piano andavi, che non ti sentia,
e poi ponevi il viso al santo viso;
poi gli dicevi con materno riso:
“Non dormir più che ti sarebbe rio.”
Quando tu ti sentivi chiamar mamma,
come non ti morivi di dolcezza?
Come d’amor non t’ardeva una fiamma,
che t’avessi scoppiata d’allegrezza?
Da ver che grande fu la tua fortezza
poichè la vita allor non ti finio.
E la figlia del sommo eterno padre,
e lo signor la sua umile ancilla
pietosamente la chiamava madre,
che sol pensando il cor mi si distilla.
Chi vuol sentir qualche dolce favilla
ponga nel buon Gesù ogni desio.

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