Giuseppe Giacosa

Giuseppe Giacosa

1847–1906 · visse 58 anni IT IT

n. 1847-10-21, Colleretto Giacosa · m. 1906-09-01, Colleretto Giacosa

Detti, Andrea, poi la signora Irene

Andrea (a Giovanni). C’è la carrozza.
Giovanni (levandosi). È ora di partire. (A Massimo) Non
è venuta.
(Tutti in piedi vestono i soprabiti, cercano om-
brellini, bastoni).
Lauri. Verremo a trovarvi.
Tommy. Promessa. Consolare gli esiliati.
Lauri (a Giovanni). A lei dico una cosa sola. Cattivo.
Giulia. I miei fiori. Dove sono i miei fiori?.

Lucia (porge a Nennele il cappello e la spolverina).
Nennele. Mi giravi attorno, povera Lucia.
Lucia (vuole baciarle la mano, piangendo).
Nennele. Zitta, zitta.
Irene (entra dalla comune). Ah, vi trovo ancora.
Giovanni. Mia sorella.
Irene. Avevo una paura di non arrivare in tempo. Sarei
andata alla stazione.... ma temo di commovermi. Ci sarà mio
marito. Nennele, ti ho portato un po’ di cioccolatto.... per
il viaggio.
Massimo. Ma guarda. Ma che regalo! Ringrazia la zia,
ringrazia la zia. Brava zia.
Irene (sbalordita). Chi è? Chi è?
Giovanni. È Massimo, nostro nipote.
Irene. Ah, sei cresciuto.
Massimo. Da quando?
Giovanni. Presto.
Nennele. Addio, zia.
Irene. Vengo, vengo, scendo con voi.
Lauri. Tornerete presto.... me lo dice il cuore.
(Escono
cicalando) per la comune. Giovanni li guarda uscire.
Massimo (a Giovanni). Non temete. Si ricomincia.
Giovanni. Speriamo (Via tutti. Lucia resta sola e si getta
a singhiozzare su una poltrona).
Nennele (torna correndo, prende Lucia fra le braccia
e la bacia mille volte in viso).
Lucia. Nennele. Nennele.
Nennele. Zitta, zitta, zitta (fugge).

Cala la tela.
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Poesie

1

Detti, Andrea, poi la signora Irene

Andrea (a Giovanni). C’è la carrozza.
Giovanni (levandosi). È ora di partire. (A Massimo) Non
è venuta.
(Tutti in piedi vestono i soprabiti, cercano om-
brellini, bastoni).
Lauri. Verremo a trovarvi.
Tommy. Promessa. Consolare gli esiliati.
Lauri (a Giovanni). A lei dico una cosa sola. Cattivo.
Giulia. I miei fiori. Dove sono i miei fiori?.

Lucia (porge a Nennele il cappello e la spolverina).
Nennele. Mi giravi attorno, povera Lucia.
Lucia (vuole baciarle la mano, piangendo).
Nennele. Zitta, zitta.
Irene (entra dalla comune). Ah, vi trovo ancora.
Giovanni. Mia sorella.
Irene. Avevo una paura di non arrivare in tempo. Sarei
andata alla stazione.... ma temo di commovermi. Ci sarà mio
marito. Nennele, ti ho portato un po’ di cioccolatto.... per
il viaggio.
Massimo. Ma guarda. Ma che regalo! Ringrazia la zia,
ringrazia la zia. Brava zia.
Irene (sbalordita). Chi è? Chi è?
Giovanni. È Massimo, nostro nipote.
Irene. Ah, sei cresciuto.
Massimo. Da quando?
Giovanni. Presto.
Nennele. Addio, zia.
Irene. Vengo, vengo, scendo con voi.
Lauri. Tornerete presto.... me lo dice il cuore.
(Escono
cicalando) per la comune. Giovanni li guarda uscire.
Massimo (a Giovanni). Non temete. Si ricomincia.
Giovanni. Speriamo (Via tutti. Lucia resta sola e si getta
a singhiozzare su una poltrona).
Nennele (torna correndo, prende Lucia fra le braccia
e la bacia mille volte in viso).
Lucia. Nennele. Nennele.
Nennele. Zitta, zitta, zitta (fugge).

Cala la tela.

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