Guido Guinizelli

Guido Guinizelli

1230–1276 · visse 46 anni IT IT

n. 1230-01-01, Bolonha · m. 1276-01-01, Monselice

Al cor gentil

Al cor gentil ripara sempre Amore
come a la selva augello in la verdura:
nè fè Amore avanti gentil core,
nè gentil core avanti Amor, Natura;
ch’adesso che fu il Sole
sì tosto lo splendore fu lucente,
nè fu avanti il sole.
E prende Amore in gentilezza loco
così propriamente
come calore in chiarità di foco.

Foco d’amor in gentil cor s’apprende,
come virtute in pietra preziosa;
chè dalla stella valor non discende,
avanti ’l Sol la faccia gentil cosa:
poi che m’ha tratto fuore
per sua virtù lo Sol ciò che gli è vile,
la stella ’i dà valore.
Così lo cor, c’è fatto da Natura
schietto, puro, gentile,
donna, a guisa di stella lo innamora.

Amor per tal ragion sta in cor gentile,
per qual lo foco in cima del doppiero:
splende a lo suo diletto, chiar, sottile,
non gli staria altrimenti, tant’è fiero.
Così prava natura
incontro Amor fa come l’acqua al foco
caldo, per la freddura.
Amore in gentil cor prende rivera
Per suo consimil loco,
come adamàs del ferro in la miniera.

Fere lo Sole il fango tutto il giorno:
vile riman, nè il Sol perde calore.
Dice uom altier: “ Gentil per schiatta torno,”
lui sembrò ’l fango, e il Sol gentil valore.
Chè non dee dar uom fede
che gentilezza sia, fuor di coraggio,
in dignità di erede,
se da virtute non ha gentil core:
com’acqua porta raggio,
e il ciel ritien la stella e lo splendore.
Splende in la Intelligenza dello cielo
Dio creator, più che ai nostri occhi il Sole:
quella intende il suo Fattor oltre il velo;
lo ciel volgendo, a lui obbedir tòle,
e consegue al primiero
da Dio beato e giusto compimento.
Così dar dovria il vero
la bella donna, che negli occhi splende,
del suo gentil talento,
chi mai lei ubbidir non si disprende.
so
Donna, Dio mi dirà: “ Che presumisti? ”
sendo l’anima mia a lui davanti:
“Lo ciel passasti, e fino a me venisti
e desti in vano amor, me per sembianti:
ch’a me convien la laude
e alla Reina del reame degno,
per cui cessa ogni fraude.”
Dir gli potrò: “ Tenea Angel sembianza
che fosse del tuo regno:
non mi fu fallo, s’io le posi amanza.”
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Poesie

1

Al cor gentil

Al cor gentil ripara sempre Amore
come a la selva augello in la verdura:
nè fè Amore avanti gentil core,
nè gentil core avanti Amor, Natura;
ch’adesso che fu il Sole
sì tosto lo splendore fu lucente,
nè fu avanti il sole.
E prende Amore in gentilezza loco
così propriamente
come calore in chiarità di foco.

Foco d’amor in gentil cor s’apprende,
come virtute in pietra preziosa;
chè dalla stella valor non discende,
avanti ’l Sol la faccia gentil cosa:
poi che m’ha tratto fuore
per sua virtù lo Sol ciò che gli è vile,
la stella ’i dà valore.
Così lo cor, c’è fatto da Natura
schietto, puro, gentile,
donna, a guisa di stella lo innamora.

Amor per tal ragion sta in cor gentile,
per qual lo foco in cima del doppiero:
splende a lo suo diletto, chiar, sottile,
non gli staria altrimenti, tant’è fiero.
Così prava natura
incontro Amor fa come l’acqua al foco
caldo, per la freddura.
Amore in gentil cor prende rivera
Per suo consimil loco,
come adamàs del ferro in la miniera.

Fere lo Sole il fango tutto il giorno:
vile riman, nè il Sol perde calore.
Dice uom altier: “ Gentil per schiatta torno,”
lui sembrò ’l fango, e il Sol gentil valore.
Chè non dee dar uom fede
che gentilezza sia, fuor di coraggio,
in dignità di erede,
se da virtute non ha gentil core:
com’acqua porta raggio,
e il ciel ritien la stella e lo splendore.
Splende in la Intelligenza dello cielo
Dio creator, più che ai nostri occhi il Sole:
quella intende il suo Fattor oltre il velo;
lo ciel volgendo, a lui obbedir tòle,
e consegue al primiero
da Dio beato e giusto compimento.
Così dar dovria il vero
la bella donna, che negli occhi splende,
del suo gentil talento,
chi mai lei ubbidir non si disprende.
so
Donna, Dio mi dirà: “ Che presumisti? ”
sendo l’anima mia a lui davanti:
“Lo ciel passasti, e fino a me venisti
e desti in vano amor, me per sembianti:
ch’a me convien la laude
e alla Reina del reame degno,
per cui cessa ogni fraude.”
Dir gli potrò: “ Tenea Angel sembianza
che fosse del tuo regno:
non mi fu fallo, s’io le posi amanza.”

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