Amor, io chero mia donna in domino
Amor, io chero mia donna in domino,
l’Arno, balsamo fino,
le mura di Firenze inarzentate,
le rughe di cristallo lastricate,
fortezze alte merlate,
mio fedel fosse ciaschedun latino;
il mondo in pace, securo il cammino,
non mi noccia vicino;
e l’aira temperata verno e state;
e mille donne e donzelle adornate
sempre d’amor pressate,
meco cantasser la sera e il mattino;
e giardin fruttuosi di gran giro
con grande uccellagione,
pien di condotti d’acqua e cacciagione.
Bel mi trovassi come fu Absalone,
Sansone pareggiassi e Salamone.
Servaggi di barone,
sonar viole, chitarre e canzone;
poscia dover entrar nel ciel empiro.
Giovane, sana, allegra e secura
fosse mia vita fin che il mondo dura.
l’Arno, balsamo fino,
le mura di Firenze inarzentate,
le rughe di cristallo lastricate,
fortezze alte merlate,
mio fedel fosse ciaschedun latino;
il mondo in pace, securo il cammino,
non mi noccia vicino;
e l’aira temperata verno e state;
e mille donne e donzelle adornate
sempre d’amor pressate,
meco cantasser la sera e il mattino;
e giardin fruttuosi di gran giro
con grande uccellagione,
pien di condotti d’acqua e cacciagione.
Bel mi trovassi come fu Absalone,
Sansone pareggiassi e Salamone.
Servaggi di barone,
sonar viole, chitarre e canzone;
poscia dover entrar nel ciel empiro.
Giovane, sana, allegra e secura
fosse mia vita fin che il mondo dura.