L’ardimento
Por che spiegate ho l’ale al bel desio,
quanto più sotto il piè l’aria mi scorgo,
più le superbe penne al vento porgo,
e spregio il mondo, e verso il ciel nvinvio.
fa che giù pieghi, anzi via più risorgo:
ch’io cadrò morto a terra ben m’accorgo;
ma qual vita pareggia il morir mio?
La voce del mio cor per l’aria sento:
“Ove mi porti, temerario? China,
chè raro è senza duol, troppo ardimento.”
“Non temer,” rispond’io, “ l’alta ruina.
Fendi sicur le nubi, e muor contento,
se il ciel sì illustre morte ne destina.”
quanto più sotto il piè l’aria mi scorgo,
più le superbe penne al vento porgo,
e spregio il mondo, e verso il ciel nvinvio.
fa che giù pieghi, anzi via più risorgo:
ch’io cadrò morto a terra ben m’accorgo;
ma qual vita pareggia il morir mio?
La voce del mio cor per l’aria sento:
“Ove mi porti, temerario? China,
chè raro è senza duol, troppo ardimento.”
“Non temer,” rispond’io, “ l’alta ruina.
Fendi sicur le nubi, e muor contento,
se il ciel sì illustre morte ne destina.”