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Frasi e incisi di un canto salutare
1990
Avvampò l’anno,
stralciò
fiamme sul poggio
vendemmiato e arato,
rifulse il controluce di quel sangue.
Più in là era la notte,
non ancora visibile,
vi entrammo
o ci entrò lei
nel ventre?
. Ma non era
‘letargo o sopore di papaveri
che offerse come ospite.
Non ci fu regressione nelle tenebre
ma più astrale
fervore dell’incognita,
più vivido travaglio
di tutte le cellule.
Oh genesi, genesi incessante.
Da VIAGGIO TERRESTRE E CELESTE
DI SIMONE MARTINI
Di che era maceria
quel silenzio?
della storia
dell’uomo —
perfino
della sua memoria —
oppure del collasso
estremo della materia...?
E lui
ergo dov’era,
perché non rispondeva
neppure da un barbaglio
della sua passata gloria...?
Mai stato? —
sussultava
a un tratto
la mente presa dal panico —
o morto
pietrificato nella nera roccia
della fine del vocabolo
e dalla nullità
del canto, della parabola...
Ma quella era la sua vittoria,
quel brivido,
quel no! Detto al non essere
da tutte le cellule, era il seme
quello, il fermento.
Da quelle numerose morti parla
quando noi parliamo.
In Lucania,
in quella cappadocia di dolori,
in quei monti calvari -
di freddo e di vigilia
mi ferì
sole improvviso
quel sole, mi colpì duro col taglio
della sua obliquità,
m’incise
a fondo i pensieri,
che avevo di penuria,
di carie e di ascetica erosione
ad opera dell’aria,
me li fece sanguinare
e splendere
sotto la conversione
di tutta la materia
in cos’altro da sé —
in cos’altro? chiedevo
e mandavano barbagli
candidi
per troppa tenerezza di velluto
quegli occhi delle loro adolescenti,
loro? Figlie di quali re?
Passata Siena, passato il ponte d’ Arbia,
è lei, terra di luce
che sempre, anche lontano,
inseparabilmente mi accompagna.
- Grazie, matria,
per questi tuoi bruciati
saliscendi, per questi
aspri Celimonti
a cui, calati al fondo,
d’un balzo ci levi alti,
per questo nostro errare nel tuo grembo
sbattuti tra materia
e luce, tra natura e sogno,
sbattuti contemporaneamente
eppure aguzzi
come freccia verso il bersaglio,
non negarmi mai il mio ritorno,
da dove che sia aprigli il tuo regno,
fosse pure il trascorrere di un’ombra
dal nulla al nulla, fluisca sopra il tuo schermo.
Questo era il mio viaggio
Mio? di lei?
Era, comunque. Era.
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Frasi e incisi di un canto salutare · Mario Luzi · 1990
Libri